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i sentieri del sangue

Pubblicato il 12 Gennaio 2017


SChematizzazione grafica dei vasi sanguigni

Il sangue, proveniente dal cuore, si distribuisce in tutto l’organismo e al cuore ritorna lungo un sistema di vasi fra loro in continuità: le arterie, le arteriole, i capillari, le venule, le vene. In altre parole, il cuore, mediante le sue ritmiche contrazioni, coadiuvate dall’elasticità e dalla contrattilità delle pareti dei vasi, determina in tutto il sistema circolatorio una pressione che spinge il sangue in un incessante movimento per cui ogni sua goccia, proveniente dalle cavità cardiache, alla fine ritorna regolarmente al cuore percorrendo un lunghissimo tragitto all’interno di un sistema di vasi costituito appunto, in successione, da arterie, arteriole, capillari, venule e infine vene.

Le arterie

Le arterie sono vasi a pareti relativamente spesse (vedi immagine sopra), di colore bianco-rosso che pulsano con lo stesso ritmo delle contrazioni del cuore. Nella componente arteriosa del sistema circolatorio, si possono riconoscere due arterie capostipiti rispettivamente della circolazione polmonare e di quella generale: la prima è l’arteria polmonare che, per successive divisioni, si ramifica nei polmoni in cui apporta sangue povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica, dalla quale sarà alleggerito e nel contempo ossigenato attraverso gli scambi con l’aria atmosferica, continuamente ricambiata nei polmoni per opera dei processi respiratori. 

L’arteria capostipite della circolazione generale è l’aorta che discende lungo il corpo adiacente alla colonna vertebrale ed è caratterizzata da numerose ramificazioni le quali, decorrendo generalmente in modo rettilineo, raggiungono il proprio territorio di irrorazione per la via più breve; facendosi tuttavia tortuose quando appartengono a organi molto mobili e capaci di modificare notevolmente il loro volume come, per esempio, il tubo digerente.

Dall’origine alle sue terminazioni, il letto arterioso si estende (passando da vasi di circa 8 a 0,5 millimetri di calibro) per cui la pressione del sangue si riduce gradualmente: da una pressione massima di circa 120 millimetri di mercurio a livello del cuore si passa a circa 30 all’altezza delle arteriole.

Le arterie nelle loro crescenti ramificazioni diventano sempre più fini, giustificando denominazioni che rispondono alla diminuzione del loro calibro e precisamente quelle di arteriole, vasi che confluiscono nella rete dei capillari. Per ogni arteria e per ognuno dei suoi rami si può riconoscere uno specifico distretto in cui il sangue viene irrorato; tuttavia i vari distretti sono fra loro connessi, da un punto di vista circolatorio, per cui se anche un vaso si occlude, per tali connessioni una sufficiente quantità di sangue giunge sempre, salvo in quegli organi, come il cuore, in cui i singoli distretti sono indipendenti e pertanto le relative arterie vengono definite “terminali”.

Le arterie di maggior calibro corrono generalmente negli interstizi fra i muscoli; negli arti, le arterie sono posizionate lungo il lato flessorio. Quasi sempre a un’arteria corrispondono una o due vene satelliti e frequentemente anche un nervo. Le pareti delle arterie sono nutrite e ossigenate da piccoli vasi, denominati Vaso vasorum, e innervate da fibre nervose. In generale, le arterie hanno un percorso rettilineo e seguono la via più breve dalla loro origine al territorio che vanno a irrorare; ma si fanno spesso tortuose quando sono collegate con organi molto mobili come nell’intestino o capaci di modificare notevolmente il proprio volume, come, per esempio, nello stomaco quando si riempie di cibo.

I capillari

I capillari sono vasi di piccolissimo calibro, variabile da 5 a 8 millesimi di millimetro. Derivano dalle arteriole e compenetrano tutti i tessuti dell’organismo, interconnettendosi così ripetutamente da costituire vere e proprie reti più o meno fitte a seconda delle esigenze nutritive dei diversi organi che irrorano. Attraverso le loro sottilissime pareti avvengono gli scambi fra il sangue circolante e i tessuti: ossigeno e sostanze nutritive dal sangue ai tessuti; anidride carbonica e sostanze di rifiuto, prodotte nei processi metabolici delle cellule, dai tessuti al sangue.

Il sangue, portatore di ossigeno e di nutrienti a tutti i tessuti organici, è immesso nel circolo arterioso (in rosso) dalle ritmiche contrazioni del cuore. Dai tessuti, il sangue, impoverito di ossigeno e caricato di anidride carbonica e prodotti di scarto risultati dalle attività delle cellule, refluisce al cuore lungo il circolo venoso (in blu). Dal cuore, il sangue venoso lungo il circolo polmonare venoso viene spinto nei polmoni in cui cede l’anidride carbonica e si carica di ossigeno, ritornando ossigenato al cuore lungo il circolo polmonare arterioso. Il circolo linfatico (in giallo) trasporta la linfa dagli spazi interstiziali dei tessuti al sistema venoso prima che questo si immetta nel cuore. I vasi linfatici passano, nel loro percorso, attraverso le ghiandole linfatiche o linfonodi in cui vengono trattenute le sostanze spesso nocive (batteri ecc.) eventualmente presenti nella linfe.

I capillari sono relativamente lunghi: in media circa 750 millesimi di millimetro, per un calibro, come si è detto, di circa 5-8 millesimi di millimetro e un numero stimato nell’ordine delle decine di miliardi. In condizioni di riposo, il complesso delle reti capillari si aggirerebbe intorno ai 300 metri quadrati, ma in condizioni di attività fisica, per effetto della loro dilatazione, la superficie complessiva raggiungerebbe i 1.000 metri quadrati.

Le vene

Il sangue fluisce dalle reti capillari nelle venule, entrando così nel sistema venoso lungo il quale tornerà al cuore. Dalla rete capillare dei polmoni, il sangue ritorna al cuore attraverso quattro vasi (le vene polmonari); da quella della circolazione generale, il sangue ritorna al cuore lungo le due vene cave, inferiore e superiore. Le vene sono molto più numerose delle arterie: in generale, ad ogni arteria media e piccola corrispondono due vene; esistono anche vene superficiali di notevole calibro che non hanno arterie corrispondenti. Le pareti delle vene, relativamente sottili, al loro interno sono provviste di valvole che impediscono al sangue di refluire favorendone la progressione verso il cuore.

La pressione del sangue si esaurisce nelle reti capillari per cui il flusso attraverso il sistema venoso non è il risultato diretto delle contrazioni del cuore bensì di altri fattori, fra i quali importanti sono la compressione esercitata sulle vene dai muscoli, la depressione che si determina nella cavita toracica durante gli atti inspiratori e il contemporaneo aumento della pressione nella cavità addominale. Nel complesso il letto venoso è molto più ampio di quello arterioso. Anche le pareti delle vene, come quelle delle arterie, sono alimentate da Vaso vasorum e l’innervazione è analoga a quella delle arterie, ma meno ricca.

I vasi linfatici

Gli interstizi esistenti fra le cellule di molti tessuti sono compenetrati da un liquido costituito da acqua e sostanze disciolte fuoriuscite dai capillari sanguigni: questo liquido è denominato linfa. La linfa dagli spazi interstiziali dei tessuti affluisce a dei piccoli vasi (i capillari linfatici) che fanno capo a tronchi di calibro via via maggiore (anche se di gran lunga inferiore a quello sanguigno) che alla fine confluiscono in due collettori principali attraverso i quali la linfa viene riversata nella circolazione venosa poco prima che questa sfoci nell’atrio destro del cuore.

Nel loro decorso, i vasi linfatici attraversano degli organi denominati “gangli linfatici” o linfonodi in cui vengono trattenuti i materiali estranei (batteri ecc.) eventualmente presenti nella linfa. I linfonodi sono anche la sede in cui vengono prodotti i globuli bianchi chiamati linfociti.

I numeri del sistema circolatorio

II sistema arterioso provvede a far affluire il sangue a una rete di oltre 40 miliardi di vasi capillari distribuiti in tutto il corpo, attraverso i quali avvengono gli scambi di ossigeno, sostanze nutritive, anidride carbonica e prodotti del metabolismo di tutte le cellule dell’organismo. Complessivamente, è stato stimato che il sistema dei vasi del sangue avrebbe una lunghezza di circa 100.000 chilometri.

In condizioni di riposo, ogni 60 secondi il cuore spinge in circolazione circa 5,8 litri di sangue. In condizioni di leggera attività fisica si passa a 9,5 litri, a 17,5 per un’attività vigorosa e a ben 25 litri sotto massimo sforzo. Questo significa che nel corso di un’attività fisica vigorosa della durata di un’ora, il cuore pompa in circolo qualche cosa come oltre 1.000 litri di sangue. La stessa distribuzione del sangue nei vari distretti del corpo subisce vistose variazioni a seconda che si passi da condizioni di riposo, ad attività fisiche leggere, impegnative, estreme.


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