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ulcera peptica

Pubblicato il 4 Gennaio 2017


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L’ulcera peptica è una lesione erosiva, generalmente di piccole dimensioni (2-10 mm di diametro) del tessuto di rivestimento interno (mucosa) dello stomaco (ulcera gastrica) o, più frequentemente, del duodeno (ulcera duo­denale). Si tratta di una patologia molto diffusa e di notevole rilevanza sociale. Dai dati attualmente disponibili risulta che nei paesi occidentali il 2% della popolazione presenta un’ulcera attiva, mentre il 6-15% ha presentato nel corso della vita manifestazioni cliniche compatibili con la presenza di ulcera gastrica o duodenale

Gli uomini sono colpiti più frequentemente delle donne, con un rapporto di 3:1. La localizzazione duodenale è quella più frequente, tranne che nelle statistiche giapponesi, in cui prevale l’ulcera gastrica. Il 5-15% dei pazienti presenta contemporaneamente ulcera gastrica e ulcera duodenale.

Negli uomini la comparsa dell’ulcera peptica è rara prima dei 20 anni, ma la sua incidenza cresce nel corso delle decadi successive fino a raggiungere un picco massimo in corrispondenza dei 50 anni. L’insorgenza dell’ulcera nelle donne è poco frequente in età pre-menopausale; ciò suggerisce un possibile ruolo protettivo esercitato dagli ormoni.

L’incidenza dell’ulcera peptica, particolarmente di quella duodenale, è andata riducendosi negli ultimi 30 anni, probabilmente in relazione alla scoperta dei fattori che la causano ed alla loro relativa eliminazione. La malattia si presenta a cicli in cui, dopo un periodo di riacutizzazione, se­gue un periodo più o meno lungo di apparente guarigione.

La malattia è favorita da alcuni fattori quali: 

  • il fumo (che va evitato il più possibile);
  • fattori genetici (più frequenti tra i soggetti con gruppo sanguigno 0);
  • l’età (più frequente negli anziani);
  • il sesso (più frequente negli uomini).

Alcuni farmaci, come l’acido acetilsalicilico e gli antiinfiammatori, favoriscono la formazione di un’ulcera e possono aumentare il rischio di sanguinamento di un’ulcera preesistente.

cause dell'ulcera peptica

Il succo gastrico, formato da acido cloridrico e pepsina, ha la capacità po­tenziale di digerire la mucosa con la quale è a contatto, nello stesso modo in cui digerisce il cibo.

Si forma un’ulcera quando i fattori protettivi della mucosa, quali la produzione di un muco denso di rivestimento e i processi naturali di riparazione dei tes­suti non riescono più a controbilanciare l’aggressione del succo gastrico. Le ulcere sono chiamate peptiche proprio perché determinate dall’azione della pepsina sulla mucosa.

Le cause della rottura dell’equilibrio tra meccanismi di difesa della mucosa e fattori danneggianti a favore di questi ultimi, sono complesse e non ancora del tutto conosciute. Ultimamente, la ricerca medica è pervenuta all’importante scoperta del ruolo di un batterio (Helicobacter pylori) come causa dell’ulcera.

come si manifesta

Molti pazienti con ulcera possono non avere alcun sinto­mo e l’ulcera può guarire spontaneamente.

Il sintomo principale è costituito da un dolore bruciante nella parte centro superiore dell’addome (la cosiddetta bocca dello stomaco). È un dolore intermittente, che va e viene, a volte descritto come senso di indolenzimento, pressione, pesantezza o sensazione di vuoto o di fame.

Esistono alcune differenze tra il dolore causato da un’ulcera gastrica e quello dovuto a un’ulcera duodenale.

Generalizzando si può affermare che:

il dolore da ulcera gastrica

  • è spesso più forte durante il giorno;
  • non è alleviato dall’assunzione di cibo;
  • può peggiorare dopo breve tempo dall’assunzione di cibo.

il dolore da ulcera duodenale

  • si presenta più intensamente la notte;
  • viene alleviato dall’assunzione di cibo o di latte;
  • si ripresenta 2 o 3 ore dopo il pasto.

La nausea e il vomito sono sintomi comuni ai due tipi di ulcera.

complicanze

Le complicanze dell’ulcera si manifestano spesso durante le recidive e richiedono sempre l’immediato riferimento ad un centro medico, le più frequenti sono:

  • Emorragia: si può presentare con vomito di sangue vivo o di materiale simile a fondi di caffè, emissione di feci scure, con aspetto catramoso. Può essere presente anemia all’esame del sangue;
  • Ostruzione del piloro o del duodeno: è dovuta al restringimento della cavità dello stomaco per effetto della cicatrizzazione di un’ulcera o dello spasmo e del gonfiore;
  • Perforazione: si verifica quando l’ulcera penetra attraverso l’intera parete dello stomaco o del duodeno, e può essere trattata solo con l’intervento chirurgico. Si manifesta con dolore improvviso, intenso che si diffonde attraverso l’addome e può essere riferito in sedi al di fuori dell’addome (schiena, spalle) associati a un’ulcera in fase attiva. Si manifesta con vomito abbondante e richiede l’intervento chirurgico.

cosa fare

  • Non fumare. Le ulcere peptiche hanno molte meno probabilità di guarire con cure mediche nei pazienti che continuano a fumare.
  • Non assumere l’acido acetilsalicilico e in generale usare con cautela tutti i farmaci analgesici antinfiammatori, avvertendo il medico nel caso fosse necessario prolungarne l’assunzione per più giorni. Fra i farmaci analgesici è consigliabile dare la preferenza al paracetamolo (chiedere al medico o al farmacista per un prodotto commerciale che lo contiene).
  • Consumare i pasti ad orari regolari. Saltare i pasti e mangiare in modo sregolato può peggiorare i sintomi. In caso di ulcera duodenale può essere utile assumere diversi piccoli pasti ad orari regolari per evitare che lo stomaco rimanga vuoto per troppo tempo.
  • Ogni soggetto ulceroso dovrebbe imparare a riconoscere ed evitare quegli alimenti che provocano un peggioramento dei suoi sintomi. Una dieta leggera non è necessaria. È consentito condire normalmente il cibo. Molti pazienti notano un riacutizzarsi della sintomatologia bevendo succhi di frutta o assumendo cibi grassi o piccanti, ma questo non è valido per tutti. Comunemente vengono sconsigliati il pepe, il caffè, il tè, il cacao.
  • Evitare i superalcolici. L’alcool è un irritante della mucosa gastro-intestinale ed è ammesso solo in quantità molto moderate.
  • Non abusare di farmaci antiacidi. Molti di questi farmaci si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica ed essere usati per il trattamento dell’ulcera, ma non per questo sono esenti da rischi. Il bicarbonato di sodio, ad esempio, pur essendo un antiacido molto potente, è controindicato nei pazienti ipertesi, con malattie cardiache e renali. Altri antiacidi possono causare stitichezza oppure diarrea. Se possibile preferire le preparazioni liquide dei farmaci antiacidi (sciroppi, granulati solubili) che si sono dimostrate più efficaci della formulazione in compresse, poiché offrono una maggiore superficie di interazione con l’acido cloridrico.
  • Seguire scrupolosamente le cure consigliate dal medico e non interromperle senza averlo prima consultato. Con i farmaci abbiamo avuto, in questi ultimi de­cenni, un salto di qualità nell’efficacia terapeutica, passando dagli antiacidi, agli inibitori del recetto­re H2 della istamina ai più potenti inibitori della pom­pa protonica.
  • Evitare il più possibile lo stress. Lo stress mentale non può essere causa di ulcera peptica, ma può rallentarne la guarigione o peggiorarne la sinto­matologia.
  • Riposare il più possibile, riprendendo la normale attività non appena ci si sente meglio.

quando rivolgersi al medico

L’ulcera peptica è una malattia cronica (dura per 15-20 anni), ricorrente, che deve essere diagnosticata dal medico sulla base della sintomatologia e mediante esami come la radiografia dopo un pasto di bario e la gastroduodenoscopia.

Il paziente deve poi seguire scrupolosamente la terapia consi­gliata dal medico per tutta la durata indicata, anche se i sintomi scompaiono dopo i primi giorni di trattamento.

interpellare con urgenza il medico se:

  • i sintomi non migliorano nonostante la terapia;
  • si osserva l’emissione di feci nere, insanguinate o con aspetto catramoso;
  • il vomito diventa abbondante, frequente, presenta sangue o materiale simile a fondi di caffé;
  • compare un dolore addominale acuto;
  • il paziente ha la pelle fredda, suda, si sente debole ed ha la sensazione di svenire.

Tutti questi segni infatti sono indicativi di complicanze.


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