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intestino e variazioni climatiche

Pubblicato il 7 Gennaio 2017


problemi intestinali in vacanza

Al giorno d’oggi le vacanze non si fanno più solo nei mesi estivi ma siamo abituati a partire tutto l’anno. Una vacanza all’estero, in paesi dove il clima è ben più caldo rispetto al nostro, può però essere rovinata da fastidiosi disturbi intestinali; in questi casi l’intestino merita un’attenzione particolare per evitare la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, che si manifesta con dolori addominali, diarrea e, a volte, febbre. Nella maggior parte dei casi la causa è da ricercare in un’infezione intestinale, provocata da batteri che si riproducono negli alimenti contaminandoli e rendendoli nocivi.

Il vomito e le scariche diarroiche rappresentano il meccanismo naturale che l’organismo adotta per eliminare i batteri responsabili dei disturbi. Anche per questa situazione intestinale la miglior cura è la prevenzione:

non bere acqua corrente;

utilizzare sempre acqua e bevande imbottigliate (in taluni paesi anche per lavarsi i denti) non aggiungere ghiaccio alle bevande

  • evitare le verdure non cotte, il latte crudo, i gelati sfusi, le creme e i formaggi freschi;
  • sbucciare bene la frutta;
  • consumare carni, pesci e uova ben cotti;
  • non mangiare cibo conservato in condizioni igieniche precarie.

Un grande aiuto nella prevenzione di questa forma di diarrea, sia prima della partenza sia durante il soggiorno, è rappresentato dai probiotici, che aumentano la quota intestinale dei batteri buoni, ossia di quei batteri ospiti naturali dell’organismo, che si comportano da veri regolatori della difesa naturale del nostro intestino verso aggressori esterni.

La stagione calda è caratterizzata da un clima che, a causa delle alte temperature, facilita il deteriorarsi degli alimenti, con conseguenze dannose per la salute e per le nostre attività. Può così capitare che, dopo poche ore da un pasto, possano comparire nausea, vomito e diarrea accompagnati a dolori addominali più o meno violenti.

I batteri di solito implicati in questi fenomeni sono

  • la Salmonella (contamina solitamente il pollame e le uova);
  • lo Stafilococco (preferisce il latte, la carne e il pesce);
  • l’Escherichia coli (interessa soprattutto la carne poco cotta, la verdura cruda mal lavata e l’acqua contaminata).

Solitamente queste forme non necessitano di farmaci per la loro cura, ma solo di metodi “naturali”: astensione da cibi e liquidi finché non sarà l’organismo stesso a richiederli in modo spontaneo.

Se i sintomi a carico dello stomaco o dell’intestino tendono a prolungarsi, il medico può suggerire i farmaci procinetici (per lo stomaco) e i cosiddetti probiotici (o fermenti lattici), capaci i primi di ripristinare il corretto movimento dello stomaco e i secondi di ristabilire l’equilibrio della flora batterica e quindi il normale funzionamento dell’ intestino. 

Ma sicuramente è meglio prevenire questi poco simpatici incontri del nostro apparato digerente con certi batteri. A questo riguardo è sufficiente attenersi a semplici comportamenti: è buona norma evitare i locali che espongono alimenti non coperti e che possono quindi facilmente contaminarsi, o il cui personale di cucina non uti­lizza copricapi idonei, non acquistare alimenti surgelati con brina all’esterno (segno di cattiva conservazione), bottiglie d’acqua o bibite lasciate sotto il sole; pesce e frutti di mare di dubbia provenienza.

fonte: teva


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