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faringe, laringe e trachea

Pubblicato il 27 Gennaio 2017


Ingrossamento diffuso del tessuto linfatico rinofaringeo

La faringe si presenta come un canale verticale, chiuso in alto che continua in basso nell’ipofaringe ed esofago. Su di essa si innestano la cavità nasale, dove prende il nome di rinofaringe, e la bocca, in cui prende il nome di orofaringe. Davanti all’ipofaringe è posta la laringe, principale valvola di separazione fra apparato digestivo e respiratorio. Rivestita di mucosa ricca di tessuto linfatico e dotata di cellule ciliate, la faringe è la principale porta d’ingresso al mondo esterno. Vi transitano il cibo e l’aria che respiriamo. La rinofaringe accoglie l’aria già umidificata, depurata e riscaldata dal naso: avviene qui la prima formazione di anticorpi, quando l’aria incontra i follicoli linfatici raccolti nelle adenoidi. 

Le adenoidi si sviluppano nei primi anni di vita per poi lentamente regredire nella giovinezza. L’orofaringe continua la funzione di difesa linfatica del rinofaringe. Vi provvedono principalmente le tonsille palatine, costituite da cripte entro le quali la produzione di anticorpi avviene per il contatto con il cibo. La faringe, infine, grazie alla sua muscolatura, presiede alla funzione di spinta del cibo nell’ipofaringe ed esofago. Laringe e trachea costituiscono il canale rigido che convoglia l’aria ai polmoni. In più le corde vocali, due tesi nastri biancastri contenuti nella laringe, chiudendosi in espirazione, permettono, a seconda della loro tensione, l’emissione di parole e suoni. 

fattori di rischio

Si comprende facilmente come qualsiasi agente patogeno non fermato dalla barriera linfatica possa causare infiammazioni al faringe. Si tratta di batteri, virus, ma anche di polveri e fumi presenti spesso nell’aria che respiriamo. Irritazione ed infiammazione della mucosa possono inoltre essere causati da agenti endogeni quali il succo gastrico in caso di reflusso gastro-esofageo. 

il disturbo delle adenoidi

Innanzitutto soffrire di adenoidi significa avere due differenti quadri clinici:  

  1. un semplice ingrossamento diffuso del tessuto linfatico rinofaringeo, legato ad un superlavoro dello stesso, cui consegue naso chiuso, respirazione orale, otiti recidivanti, russamento e, col tempo, anche malformazioni buccali;  
  2. un ingrossamento ed infezione del tessuto adenoideo, quindi una adenoidite, caratterizzata anche da febbre e rinosinusite.

Elemento comune delle adenoidi è dunque una ostruzione nasale posteriore, per ridurre la quale a poco valgono spesso i presidi farmacologici introdotti nel naso. E’ più importante agire per via sistemica con l’uso di immunostimolanti (vaccini anticatarrali, spesso per più anni di seguito e nelle stagioni intermedie), ricorrendo a cortisonici ed antibiotici nelle infezioni acute.

Quando le infezioni e la stenosi nasale si ripetono nonostante le cure mediche praticate, talvolta con l’associarsi di otiti o diminuzione dell’udito, occorre programmare l’intervento di adenoidectomia. Questo comporterà la degenza di una sola notte in ospedale e viene eseguito in anestesia generale. 

patologie della faringe

Come visto, l’aria che transita per la faringe viene convogliata nella laringe e nella trachea. Tutti gli agenti patogeni, i fumi ed i gas irritanti per le vie respiratorie possono potenzialmente dare infiammazioni od infezioni alla laringe. I tessuti prossimi alle corde vocali sono particolarmente sensibili a questi insulti e reagiscono col gonfiore, l’arrossamento e, progressivamente, con la degenerazione tumorale. Per quest’ultima vale la pena di ricordare che è molto più frequente in pazienti con sofferenza epatica cronica legata all’abuso di alcool proprio perché in loro viene meno l’assieme di difese fornite da quest’organo.

Le patologie che coinvolgono la laringe possono peraltro interessare anche la contigua ipofaringe, appartenente all’apparato digestivo. Ecco i sintomi descritti più frequentemente dai pazienti e che devono allarmare i sanitari se perdurano oltre una settimana:

  • disfonia: alterazione del timbro vocale (abbassamento, mutazioni del timbro, bitonalità);
  • dispnea: fatica nell’inspirazione, rientramento della pelle al giugulo durante l’inspirio (tirage), rumore roco nell’inspirazione (cornage);
  • disfagia: difficoltà nella deglutizione;
  • scialorrea: aumento della salivazione;

dobbiamo infine ricordare come le corde vocali siano innervate dai nervi laringei inferiori che nel loro decorso nel collo e nel mediastino superiore (il sinistro) entrano in stretto contatto con organi le cui patologie potranno manifestarsi anche con:

  • disfonia: tumori dell’apice polmonare sinistro, del mediastino, dell’esofago o patologie cardiache possono dare come primo sintomo una disfonia! 

terapie delle faringiti

Le forme acute si avvalgono di antibiotici, antinfiammatori e balsamici; per quelle croniche una terapia specifica non esiste, trattandosi di affezioni nelle quali rivestono un ruolo determinante fattori di tipo costituzionale o malattie di altri organi od apparati: si dovranno abolire gli stimoli irritativi esterni. Nelle forme catarrali ed ipertrofiche è utile la terapia termale inalatoria sulfurea mentre nelle atrofiche è più indicata quella salsoiodica. 

terapie per le laringiti e tracheiti

Anche per le laringiti vale la distinzione fra:

  • acute (anche qui indicati antibiotici, aerosol con mucolitici e cortisonici) e le
  • croniche, in cui dovremmo eliminare gli irritanti esterni, il fumo e gli abusi della voce (eventualmente indirizzando il paziente alla rieducazione logopedica), correggere le carenze vitaminiche e gli squilibri metabolici (gotta, diabete, insufficienze epatiche). 

Spesso si ricorre semplicemente all'uso di farmaci inalatori al cortisone che possono essere sicuramente d'aiuto per tali quadri clinici, ma alla persistenza dei sintomi, che spesso è sostenuta da situazioni patologiche concomitanti che devono essere via via corrette, è opportuno fare una visita da uno specialista.   

fonte: farmarca


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