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nefrolitiasi o calcoli renali

Pubblicato il 1 Dicembre 2016


calcoli del sistema genitourinario

La nefrolitiasi è una malattia dovuta alla presenza di calcoli del sistema genitourinario. Si presenta più frequentemente nei maschi rispetto alle donne, e compare per lo più in età adulta. La prevalenza nella popolazione generale è circa il 10%. Ha una particolare distribuzione geografica: nei paesi più caldi si presenta una maggior frequenza di calcoli renali.

L’area mediterranea è più colpita del nord Europa. Il calcolo urinario è un aggregato solido che si deposita all’interno del rene o delle vie urinarie. E’ composto più frequentemente da calcio, ma anche da altre sostanze (ossalato, fosfato, acido urico, cistina, magnesio-ammonio).

Ci sono individui che non hanno mai sofferto di questo problema ed altri che hanno molti episodi di coliche, In condizioni fisiologiche la formazione di calcoli non avviene per la presenza nelle urine di sostanze che impediscono la precipitazione e la cristallizzazione dei sali di calcio e di altre che legano il calcio in complessi solubili. Se viene a mancare l’equilibrio mantenuto dalla funzione renale, le urine si saturano di composti insolubili e si producono in una prima fase dei cristalli che, aggregandosi fra loro, danno origine al calcolo.

 Tra le condizioni che possono favorire l’insorgenza di calcoli ci sono:

  • l’aumentata escrezione urinaria di calcio;
  • l’aumentato assorbimento di acido ossalico nelle sindrome di malassorbimento;
  • l’aumentata escrezione di acido urico;
  • l’ostruzione cronica urinaria, immobilità protratta;
  • iperparatiroidismo, disturbi metabolici che alterano il pH urinario;
  • infezioni urinarie;
  • predisposizione genetica.

La nefrolitiasi può essere una condizione asintomatica o presentarsi come colica renale (dolore dovuto alla presenza di calcoli). C’è una particolare forma di nefrolitiasi, più frequente nelle donne rispetto ai maschi con un rapporto 10:2. E’ nota come calcolosi da struvite, dovuta all’infezione del tratto urinario da parte di batteri del genere Proteus, i quali, a livello delle vie urinarie, sono in grado di scindere l’urea in anidride carbonica ed ammoniaca con conseguente alcalinizzazione delle urine.

In questo modo si riduce la solubilità degli ioni magnesio e fosfato che si depositano, dando origine ai cristalli di struvite. La nefrolitiasi può essere dovuta ad un difetto renale congenito-ereditario: ad esempio la cistinuria porta ad una perdita renale di cistina particolarmente elevata. Ciò comporta la formazione di calcoli in grande quantità ed è frequente già nell’infanzia.

i sintomi più frequenti

La sintomatologia è caratterizzata da dolore urente continuo alla parte bassa della schiena, che può estendersi fino alla coscia ed agli organi genitali esterni. Talvolta il paziente riferisce un senso di peso alla regione lombare. Non esiste una posizione antalgica. Il dolore può scomparire improvvisamente se il calcolo è di piccole dimensioni e si sposta in vescica per essere espulso con l’urina. Ci può essere la presenza di sangue nell’urina (ematuria), che può comparire con il dolore oppure isolatamente.

Altri sintomi di accompagnamento sono:

  • la nausea;  
  • il vomito.

Le complicanze più rilevanti della nefrolitiasi sono:

  • l’ostruzione urinaria;
  • dilatazione delle vie urinarie a monte (idronefrosi);
  • infezioni delle vie urinarie.

Davanti a questa malattia lo specialista consigliato per indagarla e trattarla è il nefrologo o l’urologo. Per un corretto inquadramento della calcolosi sono necessari:

  • la misurazione del peso corporeo e della pressione arteriosa, l’analisi del sangue;
  • esame delle urine e urinocoltura;
  • raccolta delle urine delle 24 ore per determinare il profilo urinario di rischio litogeno;
  • l’esecuzione di una radiografi a o di una ecografi a reno-vescicale di una radiografia diretta dell’addome eventualmente accompagnata da una tomografia.

L’analisi chimica del calcolo è indispensabile per una corretta diagnosi. Di solito una persona tende a formare sempre lo stesso tipo di calcolo, ma è buona norma analizzarli sempre. Infine una diagnosi dietetica personalizzata.

I consigli da dare ad un soggetto che soffre di calcolosi renale con episodi ricorrenti di coliche E’ stato dimostrato che le persone con una pressione arteriosa elevata e in sovrappeso, formano più facilmente i calcoli rispetto alle persone con pressione e peso corporeo normali. In corso di un episodio di colica renale si possono riscontrare valori pressori alti, per cui si rende necessario un monitoraggio a lungo termine della pressione.

La dieta va sicuramente modificata per evitare i cibi che contengono la sostanza che cristallizza. Chi soffre di calcolosi renale dovrebbe farsi fare una prescrizione preventiva dal medico curante in modo da avere sempre con se i farmaci di primo intervento:

  • antispastici;
  • antinfiammatori;
  • gastroprotettori.

Se dopo 30 minuti dal primo attacco i dolori non sono diminuiti, è necessario passare ai FANS intramuscolo o endovena, ripetendo la dose dopo 30-40 minuti se necessario. Se questa terapia non è sufficiente a sedare il dolore, si passa ai farmaci oppioidi. Dopo aver risolto l’evento acuto della colica renale, possono essere iniziati gli accertamenti di laboratorio e radiologici per definire la natura del calcolo e per la prevenzione delle recidive.

Terapie e  prevenzioni

Lo specialista può decidere, a seconda del caso, quale paziente può giovarsi della terapia con farmaci alcalinizzanti delle urine per prevenire l’insorgenza dei calcoli. In alcuni casi si consiglia l’assunzione di bicarbonati o citrati per evitare la cristallizzazione di sostanze nelle urine.

Così come per la dieta, anche la terapia farmacologica varia con l’eziologia della calcolosi:

  • in presenza di litiasi calcica è previsto l’uso di diuretici tiazidici;
  • nella litiasi uratica, quando è presente iperuricemia, va somministrato l’allopurinolo;
  • Nella litiasi da struvite la terapia è antibiotica.

Per la rimozione dei calcoli si può intervenire con la Litotrissia ad onde d’urto, un intervento non invasivo che frammenta i grossi calcoli e ne permette l’espulsione con le urine.

I calcoli di struvite e di cistina sono i più resistenti alle onde d’urto. La terapia chirurgica è riservata ai casi più gravi, soprattutto quando ci sono malformazioni delle vie urinarie o quando si renda necessaria l’asportazione del rene danneggiato dalla presenza del calcolo.   

La Colica Renale è un dolore improvviso, molto intenso e violento che generalmente parte dalla parte posteriore di un fianco e si irradia verso l’addome in avanti e in basso. È definita “colica” perché il dolore alterna fasi di maggiore e minore intensità. Si manifesta quando il normale defl usso dell’urina, dal rene alla vescica, lungo l’uretere, viene improvvisamente ostacolato. La causa di tale ostruzione, nel 90% dei casi, è dovuta alla formazione di calcoli.

cosa fare

Cosa fare in caso si manifestasse una improvvisa Colica Renale Innanzitutto si sconsiglia di andare al pronto soccorso. Questo perché, anche se il dolore è atroce, ai fini medici non si tratta di una urgenza che necessita un immediato intervento e quindi, qualora ci fosse tanta gente al pronto soccorso, si rischia di dover aspettare a lungo. Per fare un esempio è un po’ come quando si ha un forte mal di denti, è opportuno andare dal dentista e non in Ospedale! Alla stessa stregua quindi è preferibile andare dal proprio medico.

Ma ci sono delle cose che si possono fare a casa in attesa che il medico arrivi o comunque rimedi che aiutino ad attenuare il dolore Si può fare un bagno caldo o una doccia oppure si può applicare una borsa dell’acqua calda nella zona interessata e cercare di rilassarsi il più possibile. In qualche modo quindi si dovrebbe cercare di scaldare la zona interessata. Tale operazione sicuramente aiuterà a lenire il dolore. 

fonte: farmarca


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