Conoscere per vivere meglio - Blog per l'informazione sulla salute ed il benessere.

cosa sono i calcoli renali

Pubblicato il 14 Dicembre 2016


Bere molta acqua aiuta a prevenire i calcoli al rene
La calcolosi renale è una patologia molto frequente che tende a recidivare (circa un 45% di probabilità di recidiva in sei anni), per cui è molto importante, dopo la prima colica, la prevenzione di nuovi eventi; l’età più a rischio è quella fra i 30 ed i 50 anni. Il calcolo renale è un aggregato solido di varia forma e struttura che si deposita all’interno del rene o delle vie urinarie, la cui formazione è di solito dovuta alla rottura di un delicato equilibrio mantenuto dalla funzione renale.

I reni, importantissimi organi che costituiscono con la vescica il sistema urinario dell’uomo, si trovano nella parte posteriore dell’addome ed hanno una forma simile al fagiolo; sono di media lunghi 12 cm ed hanno un colore bruno-rossastro; negli uomini hanno un peso leggermente superiore a quello delle donne, 150 grammi contro 135 grammi.

Normalmente non sono palpabili; il rene destro e’ posto leggermente più in basso del sinistro a causa dell’ingombro del fegato nell’ipocondrio destro, ed è leggermente più corto e tozzo, il sinistro più allungato e piatto. Per la loro funzione, i reni devono da un lato risparmiare acqua, dall’altro eliminare sostanze scarsamente solubili, in continuo adattamento a situazioni diverse, di:

  • dieta;
  • clima;
  • idratazione;
  • terapia farmacologica;
  • attività fisica;

grazie alla presenza di sostanze che impediscono la formazione di complessi insolubili. Essi, per mezzo delle loro unità funzionali, i nefroni, assicurano ogni giorno una costante depurazione di circa 150-170 litri di sangue che, provenendo dalle arterie renali, passa nelle vene renali liberando dei materiali di scarto e dei liquidi in eccesso; inoltre, hanno il compito di regolare il volume del liquido extracellulare e quindi il contenuto idrico dell’organismo e poi di controllare il ph ematico attraverso il riassorbimento ed eliminazione di bicarbonato; infine, hanno anche funzioni endocrine, in quanto secernono diversi ormoni ad azione sistemica (renina ed eritropoietina) ed attivano il calcitriolo.

Purtroppo questo meccanismo non è infallibile ed a volte si formano dei cristalli che, unendosi fra loro, danno origine al calcolo. I calcoli renali sono delle piccole pietruzze che originano da depositi di sali minerali che si concentrano in concomitanza ad una diminuzione del liquido urinario. I tipi principali sono formati da:

  • ossalato di calcio;
  • fosfato di calcio;
  • acido urico;
  • fosfato ammonio-magnesiaco;
  • cistina;

si formano nei reni, ma possono anche spostarsi nelle vie urinarie o nella vescica: nel 40% dei casi sono bilaterali. In generale, i calcoli più piccoli sono pericolosi perchè possono passare negli ureteni provocando un attacco doloroso, colica renale, e allo stesso tempo, ostruzione ureterale; i calcoli più grandi non riescono a penetrare negli ureteri ed è più probabile che rimangano silenti nella pelvi renale.

L’analisi chimica del calcolo è fondamentale per capirne la genesi; tramite l’esame delle urine si può rilevare ipercalciuria, ossia escrezione di calcio urinario superiore a 200 mg in una raccolta di urine nelle 24 ore; rappresenta la causa principale del problema in più della metà dei pazienti ed è dovuto ad un maggior assorbimento di calcio dagli alimenti, con conseguente passaggio nell’urina.

Altra situazione è l’iperuricosuria, basso ph delle urine dovuto ad un disturbo del metabolismo dell’acido urico, gotta, l’assunzione eccessiva di vitamina D, le ostruzioni e le infezioni delle vie urinarie. Infine, l’iperossaluria, escrezione urinaria di ossalato superiore a 45mg nelle 24 ore e la cistinuria, in cui viene eliminata troppa cistina, aminoacido che non si dissolve nell’urina.

Nella maggior parte dei casi i calcoli sono piuttosto piccoli (circa 5mm di diametro) e vengono eliminati spontaneamente; altre volte le dimensioni possono essere maggiori, tanto da creare un intenso dolore nella regione lombare, colica renale. In questo caso è necessario agire tempestivamente prima che si verifichino altre coliche dolorose, ma soprattutto per evitare complicazioni quali la pielonefrite, infezione del rene.

Non sono ancora chiare le cause di questa patologia, ma vi sono dei fattori che aumentano la probabilità di formazione del calcolo. Tra questi vi sono una predisposizione familiare, ad esempio per un difetto congenito nell’organo del rene, o per la razza della persona, con una maggiore prevalenza nella popolazione bianca ed in quella asiatica.

Altri fattori sono lo scarso apporto di liquidi nella dieta e l’elevata sudorazione, con conseguente concentrazione del filtrato renale. L’alimentazione svolge un ruolo importante, ma non unico, nei casi di calcoli di ossalato di calcio.

Alcune malattie, come l’ipertiroidismo o l’iperparatiroidismo, vanno ad influire sul tessuto osseo aumentando la produzione di calcio che arriva nel rene causando una sovra saturazione persistente con conseguente formazione cronica di calcoli, anche di considerevoli dimensioni; inoltre, continue infezioni nell’apparato urinario possono predisporre alla calcolosi. Il più semplice consiglio che si possa dare a chi soffre di calcolosi, ma anche a chi non ne soffre, è quello di bere tanta acqua lontano dai pasti.    


Potrebbe interessarti anche:

nefrolitiasi o calcoli renali