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le infezioni urinarie

Pubblicato il 13 Gennaio 2017


Le infezioni alle vie urinarie

Le infezioni delle vie urinarie sono una condizione molto frequente, soprattutto nelle donne. In genere si tratta di condizioni benigne, destinate a risolversi dopo un'adeguata terapia, nell’arco di pochi giorni; a volte tuttavia, in persone fragili, immunodepresse o affette da altre malattie (diabete, tumori ecc.), possono dar luogo a complicanze serie, come gravi infezioni dei reni, che possono portare ad insufficienza renale acuta o a setticemia (uro-sepsi), per il passaggio dei germi nella circolazione sistemica. Le infezioni delle vie urinarie (IVU) spesso vengono sottovalutate dal paziente, il quale le considera disturbi transitori. In realtà esse vanno opportunamente diagnosticate e trattate con una terapia mirata ai molteplici agenti eziologici.

criteri di classificazione

In relazione alla localizzazione si distinguono le infezioni delle alte vie che interessano

  • reni;
  • ureteri;

e le infezioni delle basse vie che colpiscono:

  • la vescica;
  • l’uretra;
  • la prostata.

Sulla base dell’area prevalentemente colpita si parla di:

  • pielonefrite;
  • prostatite;
  • uretrite; 
  • cistite.

Le infezioni urinarie possono essere semplici quando interessano solo la superficie mucosa dell’organo e regrediscono rapidamente con brevi cicli di terapia; complicate quando il quadro clinico è più grave poiché può dipendere da anomalie congenite delle vie urinarie o da ostruzioni che bloccano il flusso dell’urina, che rappresenta la principale barriera contro le infezioni batteriche.

Fattori predisponenti l’età innanzitutto:

  • nell’età fertile femminile le infezioni sono molto più frequenti che nell’anziano;
  • il sesso: la donna è più soggetta a IVU rispetto all’uomo a causa della sua conformazione anatomica che la rende più suscettibile al contagio con i batteri intestinali (enterobatteri).

Altri fattori sono:

  • la gravidanza;
  • il diabete;

in cui c’è un’ aumentata eliminazione di glucosio nell’urina che favorisce la proliferazione batterica;

  • il cateterismo;
  • l’ipertrofia prostatica;

che determinano ristagno di urina in vescica, ottimo terreno per i batteri.

sintomi

Le infezioni acute delle alte vie (pielonefrite) provocano febbre elevata, brividi e dolori in sede lombare; le infezioni croniche sono quasi asintomatiche e si limitano a stanchezza e affaticabilità. In questo caso è fondamentale una diagnosi rapida per non alterare la funzionalità renale. I sintomi delle infezioni delle basse vie (cistiti e uretriti) sono caratteristici e inconfondibili:

  • dolore;
  • bruciore;
  • stimolo con bisogno di vuotare la vescica;
  • spasmi nella regione pubica. 

A seconda di come si manifestano, si possono definire le IVU episodiche, che si presentano una sola volta e si risolvono con la terapia antibiotica adeguata; le IVU ricorrenti che si ripetono spesso ma ogni episodio è sostenuto da microrganismi diversi e infine le IVU recidivanti in cui l’infezione è sostenuta sempre dallo stesso batterio.

i batteri responsabili

I batteri colonizzano le vie urinarie preferibilmente per via ascendente, cioè risalgono dalla regione anale all’uretra fino alla vescica, agli ureteri e ai reni. La colonizzazione batterica per via discendente avviene attraverso la circolazione sanguigna e linfatica soprattutto se siamo in presenza di neoplasie o micosi sistemiche o malattie croniche dell’intestino quali colite ulcerosa, morbo di Crohn, diverticoliti complicate. 

Per circa il 70% le IVU sono causate dall’Escherichia Coli, saprofita intestinale, altri microrganismi sono lo Staphylococcus saprofitycus, le Klebsielle, il Proteus e la Candida.

cause

Come in tutte le patologie infettive non è sufficiente la presenza del microrganismo a provocare una infezione; la carica e la virulenza batterica devono trovare nell’organismo ospite delle condizioni predisponenti: 

  • alterazioni anatomiche dell’apparato urinario;
  • compromissione dell’efficienza del sistema immunitario;
  • patologie che comportano ristagno dell’urina in vescica;
  • terapie antibiotiche prolungate;
  • stipsi ed abuso di lassativi;
  • diabete;
  • errori alimentari;
  • alterazioni dell’acidità vaginale (pH);
  • gravidanza e carenza di estrogeni.

diagnosi e terapia

Oltre alla diagnosi clinica basata sui sintomi, va eseguito al più presto l’esame colturale delle urine con antibiogramma per stabilire la quota di batteri presenti e lo specifico microrganismo coinvolto. 

La carica batterica nella donna, per la quale la probabilità di contaminazione durante il prelievo è alta, corrisponde a 100000 Ufc ( unità formanti la colonia) per ml di urina, mentre nell’uomo è di 90000-99000 Ufc.

Con l’antibiogramma si valuta la sensibilità o la resistenza ai diversi antibiotici che vanno prescritti esclusivamente dal medico; l’autocura è vietata, anche nelle IVU episodiche. 

prevenzione 

Una corretta igiene intima è fondamentale; si devono usare detergenti con acidità molto simile al pH vaginale; è consigliato l’uso di biancheria di cotone in quanto le fibre sintetiche creano un ambiente particolarmente umido che favorisce la proliferazione batterica; per la stessa ragione non si deve usare il salvaslip quotidianamente.

I medici consigliano di evitare gli sbalzi di temperatura: il passaggio dal caldo al freddo provoca una vasocostrizione che può favorire l’insorgenza di cistiti.

alimentazione

Le IVU traggono sempre beneficio da una corretta idratazione; bere circa 2 litri di acqua al giorno fa aumentare il volume e il flusso urinario impedendo ai batteri di colonizzare la vescica, aiuta inoltre a combattere la stipsi; un corretto funzionamento del colon impedisce infatti la proliferazione di batteri fecali.

Quando l’infezione è in atto è necessario eliminare: 

  • gli zuccheri semplici, presenti nei dolci e nelle bevande;
  • i carboidrati raffinati come pane, pasta bianca e riso brillato;
  • il latte e i formaggi freschi;
  • gli alimenti irritanti come pepe, caffè, cacao, pomodoro e alcolici.

Sono da preferire:

  • i vegetali ricchi di fibra;
  • i legumi;
  • i cibi integrali;
  • la carne;
  • i mirtilli.

In tal modo l’urina viene acidificata e il pH acido evita l’insorgenza di IVU e diminuisce le recidive.

fonte: farmarca