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cistite

Pubblicato il 29 Dicembre 2016


rappresentazione schematica della  cistite

L'infiammazione della vescica associata alla cistite può essere dolorosa e fastidiosa. In genere non è pericolosa per la salute, a meno che l'infezione non si estenda ai reni. La cistite è generalmente sostenuta da germi che popolano l'ultimo tratto dell'intestino; in molti casi il batterio in questione è l'Escherichia coli,  ma si verificano anche per infezioni virali o micotiche, da farmaci, o da agenti chimici tossici, 

Questi microrganismi possono raggiungere la vescica dall'esterno attraverso l'uretra, dall'interno attraverso la propagazione da organi vicini, o ancora per via ematica. Più raramente può essere sostenuta da infezioni virali o fungine.

tipologie 

  • Allergica: caratterizzata da un accumulo di globuli bianchi nella mucosa della vescica a causa di una insolita ipersensibilità.
  • Catarrale o Acuta: dovuta ad un danno o irritazione causata da corpo estraneo.
  • Cistica: dovuta a formazione di cisti multiple nella parete vescicale.
  • Follicolare: quando la mucosa della vescica è piena di noduli.
  • Da Incrostazioni: importante cistite caratterizzata da deposizione, su una parete vescicale cronicamente infiammata, di sali inorganici.
  • Interstiziale o Cronica: caratterizzata da lesioni infiammate, che interessano l’intero spessore della parete e che formano delle piccole ulcerazioni, che possono cicatrizzare in superficie e che spesso sono difficili da rilevare. 
    Questa condizione porta a dolore durante il riempimento vescicale ed alla fine della minzione.
  • Batterica: causata proprio da una infezione batterica.

Quest’ultimo tipo è il più frequente, specie tra le donne, per le quali la contaminazione dei batteri provenienti dall’intestino (colon-retto) è più probabile, rispetto all’uomo, a causa della diversa conformazione dell’apparato urinario. In condizioni non patologiche la vescica e le alte vie urinarie non ospitano batteri, che sono invece presenti, anche se innocui, nelle basse vie urinarie (l’uretra).

Tuttavia in particolari condizioni, i batteri presenti nelle feci, tra i quali i più comuni sono l’Escherichia coli, lo Streptococco fecale e lo Stafilococco epidermidis, contaminano l’uretra, la colonizzano e risalgono verso la vescica, provocando l’infiammazione.

predisposizione genetica

Sembra che la maggiore suscettibilità di alcune donne alle cistiti recidivanti vada ricercata in fattori predisponenti di origine genetica che aumenterebbero le possibilità di adesione dei batteri alla parete vescicale. Questo spiegherebbe perché solo alcune donne sviluppano tale malattia mentre quasi tutte sono esposte ad una o più delle possibili cause di essa.

Questa “predisposizione genetica” fa venire meno uno o più fattori di difesa normalmente presenti nell’apparato urinario umano. Tra questi ricordiamo:

  • la presenza di sostanze chiamate “glicosamminoglicani” che impediscono l’adesione dei batteri patogeni alla parete vescicale;
  • la presenza in normale quantità di batteri non patogeni (lattobacilli, gram-positivi, ecc.) nella vagina e nella zona periuretrale che impediscono la crescita dei ceppi patogeni;
  • l’acidità (pH acido) dell’ambiente vaginale e dell’urina ostacola la proliferazione dei batteri responsabili delle cistiti;
  • la presenza nelle urine di una proteina renale (proteina di Tamm-Horsfall) che ha la funzione di impedire l’adesione batterica alla parete vescicale e di intrappolare i batteri eventualmente presenti così da poter essere eliminati con l’emissione dell’urina;
  • la presenza di immunoglobuline (anticorpi) specifiche sulla parete vescicale costituiscono una valida barriera alla colonizzazione da parte dei batteri.

L’alterazione o la soppressione di uno o più di questi fattori fa aumentare il rischio di infezioni ricorrenti.

sintomi principali

La manifestazione tipica delle cistiti si basa su tre sintomi:

  • pollachiuria (aumentata frequenza delle minzioni);
  • bruciore durante la minzione;
  • urgency (sensazione di stimolo urgente e doloroso di urinare).

Talvolta questi sintomi possono essere accompagnati da presenza di sangue nelle urine (ematuria), febbre e brividi.

terapia

La cistite si cura agevolmente con una terapia antibiotica, da proseguire per 6-10 giorni. I farmaci più efficaci nella maggior parte dei casi sono i fluorochinolonici, in grado di disinfettare le vie urinarie e di prevenire le recidive.

La profilassi per evitare recidive prevede l’assunzione di molta acqua (almeno due litri al giorno) per diluire la carica batterica e un’accurata igiene personale, specie nei giorni del ciclo e dopo i rapporti sessuali, precauzione quest’ultima di fondamentale importanza anche per una corretta prevenzione.

fitoterapia

Esiste inoltre un ottimo approccio fitoterapico per la cura e la prevenzione della cistite.

  • L’Uva ursina, ha una specifica azione antisettica elettiva delle vie urinarie; la sua azione è favorita dalle urine alcaline per cui, se queste non lo fossero, si dovrà renderle tali con la somministrazione di bicarbonato di sodio o di altri alcalinizzanti urinari. Della pianta si utilizzano le foglie.
  • L’estratto dei semi di Pompelmo, (o G.S.E., Grapefruit Seed Extract) contiene un’elevata concentrazione di bioflavonoidi e la sua azione battericida si esplica sulla membrana cellulare dei microrganismi, modificandone la permeabilità e le attività enzimatiche, sino alla morte del microrganismo stesso.
  • L’Equiseto, o Coda cavallina, è un’altra pianta di cui si sfrutta l’elevata capacità diuretica, ma essa è anche emostatica, remineralizzante, particolarmente per l’apparato scheletrico e per il trofismo dei tessuti connettivi.
  • Un’altra pianta che si usa spesso, associandola a quelle suddette, è il Mais. Questa pianta ha proprietà diuretiche, elimina l’acido urico e i fosfati, ma soprattutto è calmante della sintomatologia dolorosa nelle affezioni delle vie urinarie come appunto le cistiti.
  • Particolarmente utile è l’assunzione di questi prodotti sotto forma di tisana. In questo modo si stimola la diuresi e si favorisce una buona idratazione che diluisce la carica batterica presente in vescica. Anche la somministrazione di questi prodotti sotto forma di capsule o compresse resta comunque valida ed efficace, in tal caso basta assumerle con abbondante acqua.
  • Un’altra sostanza di origine naturale che viene adoperata per contrastare le infiammazioni dell’apparato urinario è l’aceto di mele biologiche, che ha un’azione acidificante e di regolazione della microflora intestinale, con una spiccata azione antiputrefattiva.

Per completare infine l’azione delle piante utili alla prevenzione e cura della cistite e alla salute dell’apparato urinario è bene fare un uso regolare, a cicli da ripetere abbastanza spesso, di fermenti lattici probiotici, come il Lactobacillus sporogenes, che ha un’alta capacita di proliferazione e di fissazione nell’ambiente intestinale, aiutando così a limitare le infezioni autogene di cui abbiamo parlato.

fonte: farmarca


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