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i messaggi della pelle

Pubblicato il 3 Dicembre 2016


curare la pelle

La pelle rappresenta il rivestimento estetico dell’organismo; viene considerato da sempre un organo di bellezza. Considerando l’importanza dell’apparenza nelle relazioni umane, non sorprende il fatto che un’alterazione dell’aspetto esteriore della pelle possa condizionare la vita di una persona. Molte malattie cutanee hanno una sintomatologia limitata, altre non ne hanno affatto. Alcune durano tutta la vita, altre sono autolimitanti; in tutti i casi il paziente soffre: per esempio l’acne produce pochi sintomi a livello organico, ma la sua localizzazione a livello cutaneo può cambiare la vita alla persona.

La vitiligine è una malattia totalmente asintomatica che determina la progressiva formazione di chiazze depigmentate, ma può trasformare una persona normale in un recluso. In questi casi la pelle diventa, dal punto di vista psicologico, un organo limite che traccia il confine tra il corpo e l’ambiente.

Noi comunichiamo attraverso la pelle; cambiamenti somatici come:

  • il rossore;
  • il prurito;
  • il pallore;

e patologie cutanee come:

  • iperidrosi;
  • disidrosi;
  • psoriasi;
  • eczemi;
  • orticaria;

sono correlati a situazioni soggettive di tipo psicologico e nervoso. Spesso i pazienti che soffrono di malattie cutanee anche lievi, si stupiscono che situazioni emotive possano essere la causa della comparsa o del peggioramento del loro problema. La risposta sta nel fatto che la pelle origina dall’ectoderma, il foglietto embrionale da cui hanno origine anche le cellule del sistema nervoso centrale e periferico e l’epitelio sensoriale dell’occhio, dell’orecchio e del naso. I neuroni e i melanociti sono simili strutturalmente e questo spiega lo stretto legame tra stress e malattie della pelle.

Malattie cutanee come:

  • psoriasi;
  • acne;
  • rosacea;

possono peggiorare in tali condizioni; se durante il trattamento farmacologico il paziente riesce a gestire il suo stress, ne trarrà sicuro giovamento (R. Fried, 2011). In determinate situazioni che il nostro cervello reputa stressanti, l’organismo crea disordine nella produzione di neurotrasmettitori: impulsi chimici errati o confusi riducono l’efficienza del sistema immunitario nell’area del corpo colpita creando terreno fertile per l’instaurarsi di una patologia cutanea o per il suo peggioramento.

Oltre ad essere lo specchio dell’anima, la pelle è anche il collegamento tra gli organi interni e il mondo esterno; la malattia di un organo può coinvolgere la cute, compromettendo la sua funzionalità e il suo equilibrio, creando così uno stato morboso. Un caso molto frequente è rappresentato dalle malattie epatiche; molti sintomi legati alla compromissione della funzionalità del fegato si esprimono a livello cutaneo.

Quando la cute e le mucose assumono una colorazione gialla nota come Ittero, è spesso sintomo di epatite virale. Il colore è dato dall’aumento di bilirubina al di sopra dei valori normali. Quanto più si alzano, tanto più la colorazione tende al bruno, in quanto la bilirubina in eccesso viene riversata nel circolo ematico colorando la cute.

L’Epatite cronica da virus C determina complicanze a livello della pelle, come la Necrosi cutanea da crioglobulinemia. La Cirrosi epatica è spesso la causa della comparsa dell’Eritema palmare con arrossamento intenso del palmo delle mani e delle dita: la compromissione del fegato provoca uno squilibri degli ormoni androgeni con conseguente vasodilatazione locale ed eritema. E’ importante ricordare che la pelle va in sofferenza anche a causa di trattamenti farmacologici per la cura del fegato: la terapia per l’Epatite C fatta con interferone e ribavirina, può scatenare l’insorgenza di patologie cutanee come la psoriasi o il lichen. Quest’ultimo colpisce prevalentemente le caviglie e i polsi con comparsa di papule pruriginose. Il prurito è un sintomo molto diffuso ma spesso sottovalutato. In realtà molti casi di prurito sono riconducibili al ruolo detossificante del fegato. Infatti se il fegato non riesce ad eliminare in modo corretto le tossine o filtrare perfettamente i sali biliari, queste sostanze vengono trasportate dal sangue fino alla pelle, provocando irritazione e prurito, che diventano più intensi a livello delle mani e dei piedi in presenza di ostruzione biliare da calcoli.

Non è facile eliminare il prurito, la terapia prevede il trattamento del fegato con farmaci specifici o con interventi chirurgici. Se un paziente soffre di ipercolesterolemia, potrebbe contemporaneamente soffrire di Xantelasma, una manifestazione comune che consiste nel deposito di colesterolo sotto la palpebra. Si presenta come una placca soffice, giallastra ed indolore che può ingrandirsi con il tempo.

Un’altra importante malattia metabolica, il Diabete, è la causa di numerose affezioni cutanee; una tra le più note e la Dermopatia diabetica che si manifesta con la comparsa di chiazze pigmentate a livello tibiale. Le macchie sono l’espressione cutanea della microangiopatia ( colpisce anche reni, neuroni e retina). Se il diabete è scompensato, aumenta la viscosità del sangue con ingorgo venoso a livello capillare; sul viso compare così un eritema diffuso con colorito roseo-pesca.

La microangiopatia è la causa di Sclerederma diabetico, un indurimento delle fibre collagene nel derma, specialmente a livello della parte superiore del dorso, del collo e delle braccia con pelle a buccia d’arancia. Il prurito è un sintomo che affligge anche i pazienti diabetici e la causa è la xerosi cutanea secondaria all’atrofia delle ghiandole sebacee a sua volta causata da disturbi del circolo sanguigno. Non è semplice collegare un problema cutaneo ad un eventuale patologia sistemica e quindi il trattamento esclusivamente dermatologico può non essere sufficiente o vantaggioso per il malato; sarebbe consigliabile una cooperazione tra dermatologo, internista e psicologo per formulare una diagnosi precisa che privilegi una visione olistica dei sintomi; il paziente dovrebbe essere sempre considerato nel suo insieme.  

fonte: farmarca


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