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osteoporosi

Pubblicato il 2 Dicembre 2016


donna in menopausa colpita da osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico caratterizzata da un impoverimento della massa delle ossa e da un deterioramento progressivo della struttura con aumento della loro fragilità e quindi del rischio di fratture. Le fratture sono di fatto le principali manifestazioni cliniche di questa malattia e sono sostanzialmente le fratture l’obiettivo, sia della prevenzione che della cura dell’osteoporosi.

le cause dell’osteoporosi

Per comprendere i processi che sono alla base dell’osteoporosi è utile fornire alcune informazioni sulla “vita” delle ossa. Nel periodo che precede la pubertà e durante il suo compimento si verifica un aumento progressivo della massa ossea; tale incremento non termina con la fine dei processi di accrescimento della statura, ma prosegue fino ai 20-25 anni, quando si raggiunge il cosiddetto “picco di massa ossea”: un’alimentazione adeguatamente ricca di calcio e un’attività fisica altrettanto adeguata interagiscono con il potenziale genetico favorendo la completa espressione della massa ossea.

Per il raggiungimento e la successiva conservazione della massa ossea, fondamentale è il normale funzionamento degli organi sessuali primari nelle donne e negli uomini.
Un lento impoverimento delle ossa prende avvio, sia nell’uomo sia nella donna, a partire dai 40 anni. L’impoverimento osseo continua nell’uomo nella cosiddetta “osteoporosi senile”, con scarsa incidenza di fratture e senza sostanziale compromissione della qualità della vita.

Nella donna, invece, nel periodo della menopausa, si verifica un’accelerazione dell’impoverimento osseo con un ritmo che può essere dieci volte superiore a quello nell’uomo. Solo verso i 65-70 anni l’impoverimento osseo nella donna scende a valori simili a quelli dell’uomo, rientrando così nell’osteoporosi senile.

prevenzione dell’osteoporosi

La prevenzione primaria dell’osteoporosi deve cominciare in gioventù, ed essere finalizzata al raggiungimento di un picco ottimale di massa ossea mediante un’alimentazione ricca di calcio, una continua attività fisica, un uso ridottissimo di alcol e tabacco.
La prevenzione secondaria, finalizzata a contenere l’osteoporosi e ad evitare le fratture per traumi anche lievi, è fondamentalmente affidata ai farmaci.

trattamento dell’osteoporosi

Attualmente sono disponibili alcuni farmaci, diversi tra loro per meccanismo d’azione ed efficacia sui processi del rimodellamento osseo. Da ricordare il trattamento che prevede l’uso di estrogeni per la prevenzione e la terapia dell’osteoporosi postmenopausale (terapia sostitutiva con estrogeni).

La terapia sostitutiva con estrogeni, la cui produzione naturale cessa con la menopausa, praticata per una decina di anni dopo la menopausa, si è dimostrata capace di diminuire del 50-90% le fratture del radio, del femore e della colonna vertebrale. Gli estrogeni possono tuttavia avere delle controindicazioni e per questa ragione questi farmaci sono di stretta prescrizione e controllo medico.

Accanto ai farmaci e ad una corretta alimentazione, un ruolo importante deve essere affidato all’attività fisica. A questo proposito si deve ricordare che l’immobilità, o per abitudini sedentarie oppure per prolungati allettamenti, provoca consistenti perdite di massa ossea, mentre l’attività fisica l’aumenta, purché tale attività venga mantenuta nel tempo.

Nelle persone anziane, l’attività fisica, proporzionata alle loro possibilità, sia in condizioni normali sia nella riabilitazione per fratture subite, arreca un beneficio particolare in quanto favorisce la mobilità, l’agilità, la forza e il coordinamento muscolare, riducendo così il rischio di cadute e quindi di fratture.

L’incombente rischio di cadute nelle persone anziane può essere limitato non soltanto agendo sulle persone a rischio, migliorandone le condizioni fisiche e le prestazioni sensoriali, soprattutto la vista (occhiali adatti), ma anche predisponendo ambienti adeguati alle diminuite capacità ed alla ridotta autonomia delle persone anziane, ricordando che la maggior parte delle cadute che provocano fratture accadono fra le mura domestiche e che di solito bastano traumi anche di lieve entità (come cadere all’indietro o lateralmente) per produrre una frattura del femore, così come un lieve aumento di carico (un movimento brusco, un colpo di tosse o uno starnuto) può produrre una frattura vertebrale.


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