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distinzione tra i reumatismi

Pubblicato il 8 Gennaio 2017


Dolore reumatico al collo

Reumatismo è un termine assai generico per indicare un complesso di disturbi riferiti alle articolazioni, ai loro annessi (tendini, guaine, muscoli) e al tessuto connettivo di sostegno, nel linguaggio familiare questo termine viene assodato anche a problemi del tessuto osseo (osteoporosi). Deriva dal greco antico, lingua in cui il termine ha il significato di flussione, di qualche cosa che scorre: sembrerebbe indicare cattivi umori che finiscono per accumularsi nelle articolazioni, provocando infiammazione, come si verificherebbe, per esempio, nella gotta (dal latino gatta, goccia) che è considerata una delle più tipiche malattie reumatiche. Nel passato, quando le conoscenze in campo reumatologico erano molto scarse, il termine reumatismo veniva usato come sinonimo di "malattia reumatica".

Oggi non è più così, ai nostri giorni le malattie reumatiche comprendono un insieme assai complesso di patologie che hanno una estrinsecazione prevalentemente a carico dell'apparato locomotore ma che spesso possono colpire tutto l'organismo (malattie sistemiche) anche in modo molto grave. È il caso per esempio del Lupus Eritematoso Sistemico (LES) nel corso del quale l'interessamento articolare è spesso una delle manifestazioni più precoci e frequenti ma certamente non la più grave nel novero delle possibili manifestazioni della malattia, che consiste in una compromissione diffusa del tessuto connettivo con lesioni che possono colpire tutti gli organi, ma con maggiore frequenza il cuore.

caratteristiche delle malattie reumatiche

Le malattie reumatiche, pur diverse per sede, natura e manifestazioni, condividono a livello articolare alcune caratteristiche assai peculiari, a suo tempo già ben individuate e descritte da Ippocrate:

  • tumor (tumefazione);
  • rubar (arrossamento);
  • color (aumento della temperatura);
  • dolor (dolore) e functio lesa (deficit funzionale).

Questi aspetti sono rilevabili, in maniera più o meno prevalente, in tutte le articolazioni colpite da un processo reumatico e in qualche modo ne scandiscono l'andamento e la risposta alle terapie praticate.

classificazione delle malattie reumatiche

Per quanto riguarda la classificazione delle malattie reumatiche, è possibile operare una prima fondamentale distinzione fra le malattie reumatiche primarie, in cui l'interessamento delle articolazioni e delle strutture adiacenti è il fenomeno predominante (come accade nelle artriti infettive caratterizzate da lesioni provocate da germi che colpiscono direttamente l'articolazione) e le malattie reumatiche secondarie in cui il processo patologico è primitivamente a carico di organi ed apparati diversi dalle articolazioni, pur potendo causare danni anche a queste (come può accadere nel già ricordato LES e nelle artropatie in corso di alcune malattie dell'intestino ecc.)

malattie reumatiche primarie e secondarie

Vediamo alcune condizioni patologiche di natura "reumatica" responsabili di manifestazioni dolorose a carico di alcuni distretti articolari (spalla, gomito ecc.) e di malattie reumatiche in senso stretto, quali l'artrite reumatoide (malattia infiammatoria) e l'artrosi (malattia degenerativa). Queste ultime costituiscono il nucleo centrale delle cosiddette malattie reumatiche croniche primarie, malattie che durano nel tempo (cronicità) e tendono a progredire in senso involutivo, sino a determinare stati di grave invalidità. Queste malattie, tuttavia, se precocemente diagnosticate e adeguatamente trattate, possono essere efficacemente controllate, evitando una loro evoluzione eccessivamente sfavorevole.

Tra le malattie reumatiche infiammatorie, oltre all'artrite reumatoide che colpisce prevalentemente le articolazioni sinoviali, va ricordata la spondilite anchilosante che colpisce elettivamente le inserzioni di tendini e legamenti delle articolazioni della colonna vertebrale.
Nell'ambito delle malattie reumatiche, i "reumatismi" degenerativi assumono una rilevanza del tutto particolare per la loro diffusione, destinata oltretutto ad aumentare con l'incremento della popolazione anziana. Nei reumatismi degenerativi sono comprese tutte le forme artrosiche, tra le quali le più impegnative sono quelle che colpiscono l'anca (coxartrosi) e il ginocchio (gonartrosi). Tuttavia, anche le artrosi che interessano la colonna vertebrale, le mani e i piedi possono avere un notevole impatto sull'autonomia e il benessere delle persone colpite.

reumatismi extrarticolari

Fra i "reumatismi" sono comprese anche affezioni che non interessano direttamente le articolazioni, e per questo motivo vengono definite "reumatismi extrarticolari", caratterizzati da manifestazioni dolorose di intensità variabile ma che possono anche essere particolarmente gravi e disabilitanti. Fra questi vanno soprattutto ricordate le borsiti e le tendiniti.

reumatismi dismetabolici

Vi sono poi malattie che si manifestano a livello articolare ma che sono dovute a turbe di quei complessi meccanismi biochimici che incessantemente agiscono in ogni organismo vivente e che sono compresi nel termine "metabolismo". Queste malattie sono definite "dismetaboliche", il più noto esempio delle quali è rappresentato dalla già ricordata gotta, la cui manifestazione clinica più eclatante è l'attacco gottoso acuto che si innesca a seguito della precipitazione di cristalli di acido urico in una articolazione (più frequentemente quella dell'alluce) e del conseguente avvio di una imponente reazione infiammatoria acuta che porta a una artrite particolarmente dolorosa.

fonte: unifarm