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lombosciatalgia

Pubblicato il 25 Gennaio 2017


Dolore acuto della regione lombare

Nell'articolo dedicato ai dolori acuti o cronici della regione lombare (lombalgie), si è fatto cenno alle numerose cause che li possono determinare. Fra queste vi è la possibilità che i dolori in sede lombare, specialmente quando sono irradiati verso la natica e la coscia, siano espressione di una lesione di un disco, le cui caratteristiche sono riassunte nella figure riprodotte nella pagina.

È una patologia (l'ernia del disco e la lombosciatalgia che ne può derivare) di cui si occupano prevalentemente ortopedici e neurochirurghi, ma che non può essere ignorata nell'ambito dei disturbi reumatici se non altro perché la sua diagnosi comporta spesso la necessità di distinguere la lombosciatalgia vera e propria da altri disturbi di competenza più propriamente reumatologica.

Il compito non è sempre facile e questo lo si può comprendere solo che si tenga conto che i vari processi patologici (traumi, infezioni, malattie degenerative e tumori) a carico della colonna vertebrale nel suo segmento lombare possono interessare numerose e diverse strutture (ossa, capsule articolari, legamenti, muscoli, tendini e borse tendinee).

Negli ultimi anni, grazie a fondamentali progressi nella diagnostica strumentale (TAC, Risonanza Magnetica ecc.) l'individuazione delle ernie discali e, più in generale, delle patologie a carico della colonna vertebrale, delle sue strutture e dei suoi contenuti (innanzitutto, il midollo spinale) è diventata notevolmente più precisa, consentendo scelte terapeutiche più mirate e più soddisfacenti nei risultati.

natura del danno

Il nucleo gelatinoso del disco intervertebrale, interposto fra i corpi delle vertebre, può migrare dalla sua sede normale per lacerazione della capsula fibrosa che lo contiene, e protrudere nel canale vertebrale e comprimere così le radici dei nervi che in quella sede hanno origine e anche, talvolta, il midollo spinale. I fenomeni di compressione possono verificarsi anche per solo debordamento del disco intervertebrale. Le lesioni del disco intervertebrale si riscontrano con maggiore frequenza dove più elevata è la mobilità della colonna vertebrale e cioè nei tratti lombare e cervicale.

le cause

L'erniazione di un disco intervertebrale non è il solo fattore responsabile della sintomatologia dolorosa; spesso infatti si associano alcuni fattori reattivi – congestione, aumento dei liquidi interstiziali, infiammazione, fibrosi – che si sovrappongono allo stiramento e alla compressione, imbrigliando le radici dei nervi entro le guaine che li contengono, aggravando la sofferenza.

le manifestazioni

Quando un'ernia discale produce una compressione modesta delle radici nervose, il sintomo prevalente può consistere in una più o meno severa alterazione della sensibilità; il dolore si manifesta soprattutto quando è presente anche una infiammazione.

Il dolore, di solito acuto, compare da un lato, spesso inizialmente localizzato nella regione lombare e accompagnato da una contrattura dei muscoli che corrono lungo la colonna vertebrale, per cui la persona colpita si mantiene rigida, piegata verso il lato dolente, incapace di piegarsi in avanti o di raddrizzarsi senza accusare una grave intensificazione del dolore. Contemporaneamente o poco dopo può comparire il tipico dolore lungo la parte posteriore della gamba, accentuato dalla stazione eretta o seduta, dai movimenti del busto, dalla tosse e dagli starnuti.

La comparsa dell'episodio doloroso solo raramente è preceduto da un significativo trauma scatenante, come il sollevamento di un peso, una caduta, un urto; solitamente si verifica in conseguenza di sollecitazioni di modesta entità tali da passare spesso inosservate, ma che vanno a colpire dei dischi intervertebrali già indeboliti da anni di sollecitazioni meccaniche abnormi e ripetute.

le cure

Di fronte ad un grave attacco di lombosciatalgia, la misura immediata e più importante è il completo riposo a letto, continuo e protratto. Anche l'uso dei servizi igienici deve essere improntato a molta cautela, evitando movimenti bruschi e aiutandosi eventualmente con delle stampelle per ridurre al minimo i carichi sulla colonna vertebrale.

Durante il riposo a letto, è opportuno che vengano eseguiti semplici esercizi muscolari (per esempio, una lenta e ritmica flessione della coscia fino a portare le ginocchia a ridosso del torace in modo da attivare la circolazione del sangue e mantenere il tono muscolare). Il trattamento farmacologico consiste nell'assunzione di antidolorifici e antinfiammatori e può essere completato da trazioni.

Nelle lombosciatalgie da ernia discale irriducibili, si può ricorrere ad un trattamento chirurgico o alla chemionucleolisiIn chirurgia, tecnica attuata sotto controllo radioscopico per la terapia di particolari casi di ernia del disco intervertebrale; consiste nella inoculazione di chimopapaina in seno al nucleo polposo erniato, per colliquarlo e neutralizzarne così l'azione compressiva sulle radici nervose. che consiste nell'introdurre nel disco intervertebrale erniato una sostanza che "digerisce" il nucleo polposo e riduce la protrusione discale.

prevenzione delle ricadute

La possibilità di evitare le ricadute è affidata principalmente a una cauta, ma progressiva, ripresa dei movimenti accompagnata da opportuni esercizi fisioterapici rivolti a rafforzare la muscolatura della colonna vertebrale. Inoltre, sarà opportuno ridurre l'eventuale eccesso di peso in modo da ridurre il carico sulla colonna.

Buona norma è quella di assumere e mantenere sistematicamente posizioni del corpo corrette: evitare di stare a lungo con la schiena piegata in avanti, per esempio sistemando ad un'altezza adeguata i piani di lavoro, usando sedie con schienale diritto e rigido, eventualmente dotate di bracciali per sostenere il tronco. Soprattutto, è necessario avere l'avvertenza di non sollevare da terra oggetti pesanti piegando la schiena in avanti: un sollevamento corretto consiste nel mantenere la schiena dritta, nell'abbassarsi piegando le ginocchia, afferrare l'oggetto da sollevare e alzarlo facendo forza sulle ginocchia. Infine, durante il sonno, è consigliabile riposare su un fianco, con il capo leggermente sollevato e le ginocchia flesse.

fonte: unifarm


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