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artrosi

Pubblicato il 11 Dicembre 2016


Attacco di artrosi alla mano

L'artrosi è una malattia che merita una particolare attenzione in quanto è probabilmente la forma morbosa più comune in assoluto nella terza età della vita. Si ritiene infatti che, almeno da un punto di vista radiologico, siano riscontrabili lesioni artrosiche nell'85% delle donne e nell'80% degli uomini di età compresa fra 55 e 65 anni.

Quando si dice "da un punto di vista radiologico" si vuol dire che vi può essere artrosi anche senza evidenti manifestazioni, ma è utile saperlo per dare peso a quanto si dirà più avanti a proposito della prevenzione. Va anche detto che segni radiologici di artrosi sono riscontrabili anche in persone giovani fra i 15 e i 25 anni. Insomma, si può ragionevolmente stimare che in Italia vi siano all'incirca 7 milioni di persone che poco o tanto hanno a che fare con questa malattia.

natura dell'artrosi

Che cosa sia l'artrosi è presto detto: è una malattia degenerativa non infiammatoria che colpisce in modo preferenziale alcune articolazioni (vedremo più avanti quali), caratterizzata da deterioramento e usura delle cartilagini articolari e modificazione delle estremità delle ossa sulle quali è imperniata l'articolazione colpita. Questa definizione è agevolmente comprensibile se si chiarisce che cosa sono le cartilagini articolari.

Per completare la descrizione va ricordato che le estremità ossee che costituiscono un'articolazione sono rivestite da un tessuto dotato di notevole consistenza, di aspetto traslucido, madreperlaceo, elasticamente resistente alla pressione, pieghevole e resistente alla trazione: è il tessuto cartilagineo, perfettamente liscio in condizioni normali, favorisce i movimenti dei capi articolari e viene continuamente rigenerato.

Nell'artrosi si ha una degenerazione di queste cartilagini articolari che si fissurano perdendo la loro levigatezza. Successivamente anche i capi ossei vanno incontro a processi degenerativi con variazioni di densità e rimodellamento della loro conformazione. I processi degenerativi finiscono per coinvolgere anche le altre strutture delle articolazioni colpite: membrana sinoviale, capsula articolare, legamenti, muscoli. Inoltre, vale la pena di ricordare che nell'artrosi, accanto ai processi degenerativi, si possono accompagnare eventi di tipo infiammatorio, del tipo di quelli descritti nel'articolo relativo all'artrite reumatoide, anche se con minori intensità e conseguenze. Lesioni artrosiche possono anche essere riscontrate in articolazioni precedentemente colpite da un processo artritico: in questo caso l'artrosi è conseguente ai danni articolari prodotti dal processo artritico e ne rappresentano la naturale evoluzione.

cause dell'artrosi

Semplificando, si può dire che generalmente l'artrosi è la conseguenza di uno squilibrio fra i carichi cui le articolazioni sono sottoposte e la loro capacità di sopportarli e che il momento cruciale per l'insorgenza di un processo artrosico è rappresentato dal venir meno della capacità della cartilagine articolare di rigenerarsi adeguatamente e quindi far fronte alla continua usura alla quale i carichi la sottopongono.

Concorrono a questi squilibri numerosi fattori che qui ricordiamo per sommi capi.

  1. Nella donna, viene attribuito un ruolo patogenetico alla menopausa, quando diminuisce la produzione di alcuni ormoni che hanno una funzione nei processi rigenerativi delle cartilagini articolari, tanto che si parla di "artrosi della menopausa".
  2. Un secondo fattore è rappresentato dalla costituzione ossea: le persone con una maggiore densità ossea avrebbero una minore capacità di ammortizzare i carichi sulle articolazioni tramite le ossa, determinando un maggiore lavoro delle cartilagini articolari, soprattutto nei soggetti in sovrappeso o negli addetti a lavori pesanti oppure tali da sottoporre alcune articolazioni a carichi e a traumi ripetuti, come accade, per esempio, nei lavoratori che devono usare i martelli pneumatici.
  3. Innanzitutto, un importante elemento favorente l'insorgere di processi artrosici è rappresentato dalla familiaritàvi sarebbe cioè una predisposizione geneticamente determinata ad ammalarsi di questa malattia.
  4. I fattori climatici, contrariamente a quanto comunemente si crede, non sembrano avere alcuna significativa rilevanza nel determinare l'insorgenza dell'artrosi; determinano invece una maggiore sensibilità al dolore nei mesi freddi e umidi e una minore in quelli caldi e secchi.
  5. Naturalmente, processi artrosici possono instaurarsi a seguito di malattie o a interventi chirurgici che in qualche modo possono danneggiare nel tempo le articolazioni, le loro strutture e/o le loro capacità di resistenza e di rigenerazione.

manifestazioni dell'artrosi

A prescindere dalle localizzazioni dell'artrosi, che conferiscono connotazioni particolari ai disturbi artrosici, si può dire che tutti condividono il dolore, la rigidità articolare e la progressiva limitazione funzionale, spesso associata a deformazioni di variabile entità.

Il dolore artrosico esordisce in modo subdolo: insorge per lo più all'inizio del movimento per accentuarsi se si sforza l'articolazione; si fa sentire soprattutto al mattino e alla sera, mentre è assente o molto attenuato in stato di riposo.
La rigidità, cioè la difficoltà a iniziare un movimento, prevale nelle ore mattutine o dopo un periodo di prolungata immobilità nella stessa posizione ed è generalmente circoscritta a pochi minuti; colpisce soprattutto le articolazioni sottoposte a carico, come quelle delle ginocchia, delle anche, delle caviglie e della colonna vertebrale.
La limitazione funzionale si instaura lentamente con il progredire delle lesioni artrosiche nelle varie localizzazioni, e viene favorita dalla contrattura muscolare involontaria, soprattutto evocata dal dolore.
A questi sintomi e segni possono accompagnarsi, in corrispondenza delle articolazioni colpite, crepitii o rumori di scroscio dovuti alle irregolarità delle superfici articolari.
Infine, sono da ricordare le frequenti nodosità in corrispondenza delle articolazioni colpite.

localizzazioni nell'artrosi

Localizzazioni frequenti e importanti dell'artrosi sono: le articolazioni della mano (dita), dell'anca, del ginocchio, della colonna cervicale e lombare. Sono di rara e talvolta rarissima evenienza in alcuni distretti articolari: la colonna vertebrale dorsale; l'articolazione della mandibola; l'articolazione tra clavicola e sterno; l'articolazione tra scapola e omero; l'articolazione del gomito, del polso, del piede.

L'artrosi delle mani colpisce in modo elettivo le donne dopo i 45 anni con manifestazioni che le interessano tutte e due: alterazione della sensibilità, formicolii, raramente dolori alle dita con sensazione di intorpidimento e di rigidità. La successiva comparsa di deformità articolari determina limitazioni funzionali lentamente progressive ma che solitamente non eguagliano mai in gravità le limitazioni che possono comparire nell'artrite reumatoide e in genere non impediscono lo svolgimento di un'attività lavorativa. 

L'artrosi dell'anca è caratterizzata inizialmente da un dolore che viene risvegliato dal movimento e dal carico (dolore meccanico); successivamente il dolore viene percepito anche di notte. Il dolore viene riferito al gluteo, all'inguine, alla parte esterna dell'anca, alla faccia interna anteriore della coscia. Con il passare del tempo si ha una riduzione dei movimenti. 

L'artrosi del ginocchio è la forma più frequente di questa malattia, e questa è la localizzazione che predilige le donne; di solito sono interessate le articolazioni di tutte e due le ginocchia. 

L'artrosi cervicale è caratterizzata, fra l'altro, da una riduzione dello spessore di uno o più dischi intervertebrali, in particolare delle ultime vertebre cervicali. Le manifestazioni consistono in dolore e rigidità del collo. Il dolore è sordo, continuo, con ricorrenti riacutizzazioni, riferito alla nuca e da qui verso il capo e/o la regione del dorso fra le due scapole; il dolore può interessare anche le braccia. Se le lesioni artrosiche interessano anche l'innervazione simpatica che passa lungo la colonna cervicale, possono insorgere sensazioni anomale, vertigini, mal di testa, alterata sensibilità della faringe. 

L'artrosi lombare solitamente si manifesta con dolore sordo, gravativo e rigidità ai movimenti di flesso-estensione e in posizione eretta. Può anche manifestarsi in forma di dolore improvviso e fortissimo in regione lombare, il cosiddetto "colpo della strega". Può favorire la comparsa di ernie del disco e in questi casi la sintomatologia si complica con un dolore sciatico.

terapia dell'artrosi

Il trattamento dell'artrosi, nelle sue varie localizzazioni, è fondato su diversi tipi di intervento, oltre che sulla correzione di alcuni fattori predisponenti o causali, quali l'obesità, condizioni di lavoro e ambientali sfavorevoli ecc.

I farmaci disponibili sono soprattutto utili per controllare la sintomatologia dolorosa dell'artrosi e l'eventuale componente infiammatoria, ma non ve ne sono ancora di veramente efficaci per bloccare all'origine i processi degenerativi dell'artrosi, anche se non poche speranze sono poste nei cosiddetti farmaci condroprotettori.

Quindi i farmaci più usati sono: antinfiammatori, analgesici e miorilassanti.

Molto utile è la terapia fisica: esercizi per mantenere o migliorare la mobilità delle articolazioni e rafforzare le relative muscolature, prescritti tenendo conto dell'età, dello stato di salute generale, del grado di compromissione delle articolazioni colpite.

Dolori e spasmi muscolari vengono attenuati da applicazioni di calore, umido o secco: bagni in vasca, impacchi, forni speciali. Tuttavia, se vi è presenza di infiammazione, le applicazioni di calore vanno evitate, optando invece per l'applicazione di fonti di freddo (ghiaccio ecc.).

Benefici effetti si possono ottenere anche con la marconiterapia, l'agopuntura, i massaggi, le trazioni e la fangoterapia. La terapia fisica, comunque, deve essere applicata durante le fasi di benessere e non in corso di un attacco artrosico.

Vi sono stadi dell'artrosi e localizzazioni che possono giovarsi, o rendere indispensabile, una terapia ortopedica conservativa: per esempio, corsetti semirigidi o rigidi nel caso di una seria artrosi lombare; bastoni semplici o canadesi nell'artrosi dell'anca in cui è opportuno ridurre i carichi sull'articolazione.

Quando la compromissione articolare è rilevante, si può ricorrere a una terapia chirurgica per modificare la forma dei capi articolari o per sostituire l'articolazione naturale con una artificiale (artroprotesi).

Non ultimo, il trattamento dell'artrosi, e prima ancora, la sua prevenzione, può fare affidamento su corrette abitudini di vita: pratica di una attività fisica allineata all'opportunità di ridurre i carichi ed evitare traumatismi e intervallata quotidianamente con opportuni periodi di riposo.

Gli sport che richiedono bruschi e violenti impegni della colonna vertebrale e degli arti inferiori sono da evitare, cosi come è consigliabile evitare i repentini cambiamenti di temperatura e gli ambienti umidi.

Quando le condizioni di lavoro appaiono causa di aggravamento delle manifestazioni artrosiche, è bene cambiarle: per esempio, lavorare seduti invece che in piedi e così via. Al limite, si può pensare di cambiare lavoro.

prevenzione dell'artrosi

L'artrosi è una malattia non solo molto diffusa, ma che comporta anche elevati costi individuali e sociali, è pertanto auspicabile che si provveda il più possibile a evitarne l'insorgenza (prevenzione primaria); una volta insorta, a rallentarne il più possibile la progressione (prevenzione secondaria) e, nei casi a evoluzione peggiore, fare in modo che le conseguenze funzionali siano convenientemente contenute (prevenzione terziaria).

Per quanto riguarda la prevenzione primaria, oltre ovviamente a evitare le situazioni che possono favorire l'insorgenza dell'artrosi (obesità, posizioni viziate, eccessivi carichi sulle articolazioni ecc.) è opportuno praticare una moderata, ma continua e sistematica attività fisica.

Per quanto riguarda la prevenzione secondaria, il fondamento è di non trascurare la possibilità di ottenere una diagnosi precoce e provvedere tempestivamente e con continuità ad una opportuna terapia.

Sul fronte, infine, della prevenzione terziaria è necessario che, là dove il diretto interessato non sia in grado di provvedere adeguatamente a se stesso, i familiari e le istituzioni sanitarie e assistenziali provvedano a dotare l'ammalato di tutti i mezzi, e sono molti, capaci di alleviare le sue sofferenze e le sue eventuali disabilità.

alcuni provvedimenti per il controllo del dolore nell'artrosi

Dolore da immobilità E' alleviato dai movimenti e dalgi esercizi fisici. Solitamente non è necessaria alcuna terapia analgesica a meno che il dolore non impedisca il riposo notturno.
Dolore da carico Solitamente compare alle estremità inferiori ed alla colonna vertebrale dopo prolungata stazione eretta; utile un corretto programma di esercizi fisici e regolari pause di riposo. Analgesici al bisogno.
Dolore da movimento Utile un corretto programma di esercizi fisici ed una copertura analgesica/antifiammatoria durante lo svolgimento delle normali attività giornaliere. Non è necessaria una copertura farmacologica notturna.
Dolore infiammatorio A volte nell'artrosi può essere presente un processo infiammatorio con versamento intrarticolare; in questi casi, oltre al riposo articolare, sono utili i farmaci antinfiammatori; utili anche le applicazioni di freddo sull'articolazione colpita. Da valutare caso per caso la possibilità di eseguire infiltrazioni intrarticolari di farmaci.
Dolore post-traumatico Utili le applicazioni locali di freddo associato a terapia analgesica/antinfiammatoria.
Dolore psicogeno Molto importante l'atteggiamento positivo del medico e gli incoraggiamenti dei familiari; tuttavia in diversi casi può essere utile somministrare farmaci ansiolitici e/o antidepressivi.

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