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dolori alle spalle

Pubblicato il 15 Aprile 2016


Il dolore alla spalla può essere di natura reumatica

Le spalle sono frequentemente sede di dolori, sia di natura reumatica che non, e spesso non è agevole districarsi tra le possibilità diagnostiche senza una approfondita raccolta della storia del paziente, associata ad una attenta valutazione clinica ed a eventuali accertamenti strumentali.

Una delle ragioni, forse la principale, per cui le spalle sono frequentemente sede di dolore è rappresentata dal fatto che queste articolazioni sono anatomicamente assai complesse, (costituite da numerose strutture ossee, legamentose, muscolari, tendinee, oltretutto molto suscettibili di andare incontro a processi infiammatori e/o degenerativi) e strettamente connesse con distretti corporei (colonna cervicale e torace) possibili sedi di svariati processi patologici.

cause

I dolori alle spalle possono essere dovuti a cause intrinseche a queste articolazioni:

  • traumi;
  • prolungate posizioni anomale delle braccia (per esempio, da circostanze lavorative che impongono di tenere a lungo le braccia alzate);
  • infiammazioni dei tendini, delle borse, dei muscoli, della capsula articolare;
  • processi infiammatori a carico delle strutture ossee dell'articolazione della spalla (artriti) oppure degenerativi (artrosi);
  • stiramento o rottura dei tendini dei muscoli, soprattutto di quelli che costituiscono la cosiddetta "cuffia dei rotatori della spalla".

I dolori alle spalle possono presentarsi nel corso di malattie primarie delle articolazioni, come può accadere nell'artrite reumatoide, nel reumatismo articolare acuto, nella gotta e in altre patologie sistemiche (condizione patologica che colpisce un sistema nella sua interezza (per esempio, l'apparato muscolo-scheletrico), oppure costituire una manifestazione di altre malattie di svariata origine.

Infatti le spalle, come si è detto, sono spesso sede di dolori proiettati e riflessi, cioè dovuti ad affezioni localizzate in distretti più o meno lontani da esse come:

  • la colonna cervicale;
  • il cuore;
  • l'esofago;
  • le pleure;
  • la coleciste.

ma dai quali "messaggi" dolorifici vengono "riferiti" alle spalle (più spesso a una sola spalla) per il fatto che le fibre nervose dolorifiche che provengono da questi organi, nel loro percorso verso il sistema nervoso centrale, stabiliscono delle connessioni con quelle delle spalle per cui, alla fine, il cervello le interpreta come segnali di sofferenza di queste strutture articolari.

Da questa sintetica enumerazione delle possibili cause del dolore alle spalle emergono due importanti considerazioni:

  • la prima: un dolore alla spalla (o alle spalle), quando non sia chiaramente attribuibile a una causa certa (per esempio, un trauma) va sempre indagato perché può essere espressione di una malattia che è opportuno non trascurare;
  • la seconda: un preciso riconoscimento della causa o delle cause di una sofferenza riferita alle spalle richiede, da parte del medico, una particolare abilità, il più delle volte riscontrabile principalmente negli specialisti, reumatologi e ortopedici.

diagnosi

La persona colpita da dolori alle spalle può essere di grande aiuto al medico nel pervenire a una diagnosi corretta descrivendo con la maggiore esattezza possibile i caratteri dei dolori lamentati. Importante è saper precisare se il dolore è superficiale o profondo, se è insorto in modo brusco o se invece si è instaurato in modo graduale, in ore o giorni; se è continuo nel corso della giornata e della notte o se invece ha carattere episodico, comparendo o accentuandosi nelle ore notturne; se si accentua e in quali occasioni.

Queste informazioni sui sintomi guideranno meglio il medico nel valorizzare a fini diagnostici i segni obiettivi, soprattutto quelli relativi alla funzionalità articolare. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il medico può pervenire ad una diagnosi corretta solo ricorrendo ad esami strumentali quali:

  • le indagini radiologiche,
  • l'ecografia,
  • l'elettromiografia ecc.

Quando si decide di ricorrere a indagini strumentali è indicato estendere tali accertamenti a entrambe le spalle, anche se la sintomatologia dolorosa è a carico di una sola. 

terapia

Non è certamente il caso di insistere sul concetto che un'efficace terapia può essere prescritta soltanto a seguito di una diagnosi corretta; così come sul fatto che non è prudente puntare tutto il trattamento sull'eliminazione rapida del dolore. Il dolore, infatti, ha assai spesso un significato diagnostico importante: eliminarlo può rendere più difficile o impossibile una diagnosi corretta delle sue cause.

Premesso tutto questo, è fuori di dubbio che il trattamento deve mirare alla eliminazione del dolore e a favorire il recupero funzionale dell'articolazione della o delle spalle.

Restringendo le indicazioni terapeutiche ai dolori delle spalle dovuti a processi infiammatori e/o degenerativi intrinseci a queste articolazioni, con tutte le loro strutture anatomiche annesse, si può dire che i farmaci più largamente utilizzati sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS. Uno dei più noti è l'acido acetilsalicilico)  e i farmaci steroidei somministrati per infiltrazione locale. Naturalmente, tutto sotto stretto controllo medico.

Il riposo articolare è utile solo in occasione di episodi di dolore acutissimo, e deve essere interrotto non appena si giunge a un sufficiente controllo della sintomatologia dolorosa. L'eccessivo riposo può infatti compromettere la funzionalità dell'articolazione della spalla.

Nelle fasi acute, soprattutto nei casi in cui è più evidente la componente infiammatoria, oltre alla terapia con antinfiammatori non steroidei, può risultare utile l'applicazione ripetuta di ghiaccio (non più di 10-15 minuti per volta) sulla spalla.

Quando la somministrazione di farmaci antinfiammatori e l'applicazione di ghiaccio non sono sufficienti a controllare il dolore, allora si può ricorrere a un trattamento locale mediante infiltrazione di un preparato steroideo ad azione ritardata, eventualmente associato a un anestetico locale. L'infiltrazione con questi preparati può essere ripetuta, in caso di riacutizzazione, dopo 3-4 settimane.

Nelle fasi acute, non trovano indicazione i trattamenti con agenti fisici:

  • ultrasuoni;
  • marconiterapia;
  • radioterapia;

che invece possono risultare utili nei casi in cui il dolore tende a cronicizzare associato alla presenza di contratture muscolari.

In ogni caso, bisogna cercare di ripristinare la funzionalità articolare nel minor tempo possibile, eventualmente ricorrendo a trattamenti fisioterapici.

fonte: unifarm


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