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acufeni

Pubblicato il 10 Dicembre 2016


Disturbi dell'orecchio

Un disturbo dell’apparato uditivo molto frequente è l’acufene o tinnito; un orecchio o entrambi percepiscono rumori sottoforma di ronzii, fischi, soffi, pulsazioni che risultano molto fastidiosi e spesso anche invalidanti. La classificazione degli acufeni è varia; si sente parlare di acufeni oggettivi e soggettivi, ottici e somatici, audiogeni e non audiogeni. La classificazione più probabile è quest’ultima che definisce audiogeni quei rumori provenienti dall’interno del corpo causati da un problema a livello dell’apparato uditivo o delle vie nervose uditive e non audiogeni quei rumori provocati da disfunzioni di apparati diversi da quello uditivo, quali l’apparato vascolare, muscolare, articolare. L’orecchio li percepisce e li trasmette al sistema nervoso che li registra.

effetti

Se non regrediscono entro i primi mesi dalla loro insorgenza, vi è un’alta probabilità che gli acufeni, se non si curano con una terapia adeguata, persistano negli anni successivi, divenendo cronici a tutti gli effetti. Questo disturbo, solo apparentemente banale, tende tuttavia a creare un vero e proprio stato invalidante, coinvolgendo l’assetto psicologico ed emozionale del malato, la sua vita di relazione, il ritmo sonno-veglia, le attitudini lavorative, il livello di attenzione e concentrazione, inducendo o potenziando stati ansioso-depressivi, interferendo pertanto sulla qualità della vita.

cure possibili

L’individuo affetto da acufene cronico può trovare temporaneo sollievo dall’arricchimento sonoro ambientale, grazie al quale può distrarre il cervello dall’ascolto dell’acufene. Una combinazione di arricchimento sonoro e blanda terapia psicologica nota come terapia TRT dall’inglese Tinnitus Retraining Therapy (letteralmente terapia di riabilitazione dall’acufene) viene ampiamente praticata e, anche se non cura realmente l’acufene, molte persone segnalano che, grazie alla TRT, l’acufene diventa molto meno fastidioso e più facile da ignorare.

La TRT richiede un periodo di 12-18 mesi per il suo pieno svolgimento e l’arricchimento sonoro può essere effettuato con generatori sonori ambientali, generatori sonori personali o con particolari apparecchi acustici in caso di perdita dell’udito anche lieve.

I numerosissimi soggetti colpiti da questo disturbo attendono da tempo che la scienza riesca a dare loro nuove e concrete speranze ed oggi la comunità medico-scientifica è in grado di assumere di fronte al problema degli acufeni un atteggiamento decisamente più costruttivo rispetto al passato.

Gli acufeni sono attualmente curabili nell’80% dei casi, anche se con molti limiti e difficoltà e anche se disporre di cure non vuol dire poter garantire la guarigione definitiva.

Oltre alla TRT ci sono trattamenti farmacologici che utilizzano i neurotrasmettitori, sostanze chimiche essenziali per la trasmissione degli impulsi nervosi.

Oggi numerosi studi scientifici hanno preso in considerazione i processi di deterioramento ossidativo e di invecchiamento delle cellule uditive proponendo quindi la possibilità di usare le sostanze antiossidanti come terapia farmacologia degli acufeni.  


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