Conoscere per vivere meglio - Blog per l'informazione sulla salute ed il benessere.

mal di testa

Pubblicato il 18 Dicembre 2016


mal di testa

Il mal di testa è un'esperienza comune alla maggior parte delle persone. Ognuno di noi ha certamente avuto occasione di sperimentare, almeno una volta, una crisi di cefalea (termine scientifico con cui si indica il mal di testa), associandola di volta in volta a ragioni diverse, quali ansia, insonnia, stress, stanchezza, fumo, alimentazione, sforzi fisici. In Italia ne soffrono 26 milioni di persone. È una malattia sociale che fa perdere molte ore di lavoro all'anno e che incide sulla qualità della vita di chi ne è colpito.

Mal di testa è un'espressione generica con la quale si definiscono patologie molto diverse fra loro. Sono state individuate tredici forme di cefalee suddivise, a loro volta, in primarie e secondarie, con oltre novanta diverse sottocategorie. Caratteristiche fondamentali per la classificazione dei vari tipi di cefalea sono:

  • qualità;
  • intensità;
  • ciclicità del dolore e sua modalità di insorgenza.

La cefalea primaria rappresenta una malattia vera e propria, indotta da cause non sempre immediatamente identificabili, nell'ambito delle quali si possono individuare alcuni fattori scatenanti di natura ormonale o ambientale. L'emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo sono le tre principali forme di cefalea primaria.

Le cefalee secondarie sono invece dei sintomi indicativi di altri disturbi (allergie, difficoltà digestive, sinusite, ipertensione o artrosi) o scatenati da un motivo preciso, come l'assunzione o la mancata assunzione di particolari sostanze quali caffeina, alcool o alcuni tipi di farmaci. Dal punto di vista strettamente fisiologico il dolore avvertito alla testa durante un attacco di cefalea può essere causato da meccanismi diversi:

  • distensione, trazione o dilatazione dei vasi sanguigni (arterie e vene) intra o extra cranici;
  • compressione, trazione o infiammazione dei nervi cranici;
  • infiammazione, contrattura o compressione dei muscoli extracranici e cervicali;
  • infiammazione delle meningi. Il disturbo vasomotorio è tipico dell'emicrania e della cefalea a grappolo.

Sia nelle cefalee primarie come nelle secondarie, infatti, l'insorgenza del dolore ha origine vascolare e dipende dall'alternanza di vasocostrizione e vasodilatazione dei vasi sanguigni cerebrali. Questi prima si contraggono e poi si dilatano inducendo la crisi dolorosa. La tensione muscolare è invece caratteristica della cefalea tensiva, originata dalla protratta contrazione dei muscoli di testa, collo e spalle.

La cefalea colpisce più frequentemente le donne che gli uomini, in particolare per le forme di cefalea più comuni: emicrania e cefalea tensiva. Nel periodo della prima infanzia maschi e femmine sono ugualmente afflitti dal mal di testa, anzi i maschi iniziano a soffrirne prima. Nelle femmine la prima mestruazione coincide con i primi fenomeni emicranici. I rapporti tra l'emicrania e gli eventi della vita riproduttiva femminile sono stretti, ma la natura dei meccanismi fisiopatologici sono ancora da chiarire. I principali fenomeni ormonali implicati sono le variazioni ormonali durante il ciclo mestruale, l'uso di contraccettivi orali, la gravidanza e infine l'uso di estrogeni esogeni in menopausa. 

Recenti studi sembrano aver identificato anche un substrato genetico nell'induzione del mal di testa. Le donne che hanno sofferto di mal di testa nel periodo riproduttivo molto frequentemente continuano a soffrirne nel periodo della menopausa; il dato rende significativa la possibilità che esista una componente genetica, responsabile della caduta dei livelli estrogenici. La cefalea di tipo tensivo è probabilmente la forma più comune e colpisce proporzionalmente più le donne che gli uomini. Il dolore è localizzato alla nuca e alla fronte di solito bilateralmente. Comunemente si attribuisce questo fenomeno allo stress e alla sofferenza psicologica che affliggerebbero in maggior misura le donne, in realtà esiste anche una predisposizione fisica e ormonale.

Innanzitutto l'assenza di sviluppo dei muscoli trapezoidali porta inevitabilmente la donna a tenere una posizione più sbilanciata in avanti e ad aumentare la contrazione sui muscoli del cranio e del collo, la situazione è ulteriormente peggiorata dalla ritenzione dei liquidi tipica del periodo premestruale che aumenta il dolore muscolare e la tensione a livello del seno, due fattori che aggravano i mal di testa causati da contrazione muscolare.

La diagnosi corretta è premessa indispensabile per la cura più adatta. Sembra scontato, ma il problema è che il 75% di chi soffre di cefalea non si fa visitare e si autoprescrive i farmaci, con il rischio di trasformare una forma episodica, in cronica per abuso di analgesici che innescano un circolo vizioso.

La conseguenza è che bisogna ricoverare il paziente per “disintossicarlo” e per diagnosticare correttamente il caso, in modo da mirare il trattamento. Oggi ci sono terapie valide non solo per l’attacco ma, soprattutto, per la profilassi delle cefalee.

Per diagnosticare una cefalea primaria non è necessario fare particolari esami. Si riconosce dalla sua storia clinica: 

  • tipo e localizzazione del dolore;
  • durata e andamento delle crisi dolorose;
  • sintomi associati;
  • fattori scatenanti;
  • farmaci assunti;
  • presenza di altri casi in famiglia.

Gli esami diagnostici possono essere utili per identificare una cefalea secondaria, il medico li prescrive quando sospetta che il mal di testa sia il sintomo di qualche altra malattia. Dopo aver escluso una cefalea primaria, e a seconda dei sintomi e delle condizioni del paziente, si possono fare ulteriori indagini diagnostiche. Le tre principali sono:

  • la tomografia assiale computerizzata (TAC);
  • la risonanza magnetica;
  • l'elettroencefalogramma (EEG);

vi sono poi altri esami consigliati, come

  • gli esami del sangue e delle urine;
  • la puntura lombare;
  • la misurazione della pressione oculare.