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problemi del piede e postura

Pubblicato il 5 Gennaio 2017


Problemi di usura del piede

Il piede umano è veramente un piccolo capolavoro di meccanica: ma, dovendo sopportare per tutta la vita un notevolissimo carico di lavoro, è inevitabilmente sottoposto a un'usura fortissima e sin da giovani dobbiamo intervenire per contrastare eventuali problematiche e conservarli sani.

le deformità dei piedi dei bambini

Sono spesso motivo di preoccupazione per i genitori. Le deformità gravi non sono frequenti, sono di solito congenite e non sfuggono al pediatra neonatologo che subito attiva la cura.

terapia

da parte del fisioterapista consiste in:

  • mobilizzazioni;
  • stimolazioni;
  • bendaggi.

da parte dell'ortopedico consiste in:

  • interventi di chirurgia;
  • apparecchi gessati;
  • tutori.

Tuttavia anche le deformità minori preoccupano i genitori perché temono che possano arrecare limiti funzionali al cammino o alla prestazione sportiva.

il piede piatto

Il piede piatto è una struttura cedevole, che quindi tende a deformarsi trasmettendo male la spinta dei muscoli. Inoltre, se il difetto è marcato, il piede cede all'interno, sfiancando la calzatura, e caricando solo sulla parte più mediale del piede, a volte con dolore.

Si distinguono almeno due forme di piede piatto:

Il piede piatto lasso, forma più frequente, dovuto alla lassità congenita dei legamenti che tengono le articolazioni; è riconoscibile facilmente perché il piede non è più piatto quando si chiede al bambino di mettersi in punta di piedi e anche le altre articolazioni sono lasse. Il medico deve saper riconoscere i segni di lassità del connettivo, non solo quelli delle articolazioni e indicare una terapia. Deve quindi valutare il livello di lassità dei tessuti, la tenuta della struttura del piede in carico nelle varie posizioni e deve anche esaminare i piedi dei genitori e ricostruire, per quanto possibile, un'anamnesi familiare relativa allo sviluppo dei piedi. Una nonna che riferisce che l'attuale mamma prima sfiancava la parte interna delle scarpe, poi, con la crescita non più, fornisce un elemento prezioso per una prognosi felice. Infatti, con l'avvicinarsi dell'adolescenza, la lassità costituzionale dei legamenti si riduce ed anche il piede si normalizza. L'insieme di queste informazioni rende meno incerta la decisione di adottare o no un plantare per ridurre i danni futuri. Oggi si tende a prescrivere il plantare sempre più di rado perché esso ha funzione di sostegno, ma non correttiva. Al contrario ha acquistato maggior spazio la chirurgia correttiva che è diventata molto affidabile e poco cruenta (si applica una vite che si riassorbe da sola nello spazio tra le due ossa posteriori del piede).

L'altra forma è rara ed è dovuta ad accorciamento dei muscoli del polpaccio; qui la soluzione chirurgica può essere sostituita oggi da un'efficace fisioterapia.

Un'altra categoria di deformità minore del piede è quella del "cammino a punte in dentro", come è definita dalle madri. Alla nascita gli arti inferiori sono molto lassi, ma la loro conformazione può essere segnata da una intra-torsione, cioè una o più componenti sono torte all'interno (sono girate come uno straccio che strizziamo torcendolo). Possono essere lievemente intratorte le anche (questo disturbo è più frequente nelle femmine; infatti presentano più spesso il cammino a punte in dentro durante l'infanzia, poi lo sviluppo tende a normalizzarle) o le ossa della gamba, dal ginocchio al piede, oppure semplicemente il piede. In tutti i casi quello che si vede è che nel cammino il piede è atteggiato a punta in dentro. Se la deformità è del piede, essa viene rilevata e curata alla nascita, altrimenti il medico deve saper distinguere e consigliare delle calzature correttive.

Un altro tema che preoccupa i genitori è la posizione curva, quasi insaccata, che assumono gli adolescenti quando stanno seduti. Nel bambino il problema di solito non ha conseguenze, perché quasi mai assumono posizioni fisse, sono sempre in continuo movimento e questo evita ogni danno. Nella preadolescenza ed adolescenza il tempo trascorso da seduti (per compiti, lezioni, tv, computer) è di gran lunga maggiore ed il rischio è che le vertebre, che a questa età sono piuttosto plastiche, possano deformarsi leggermente nel senso della curvatura. Questo si traduce in dolorabilità nelle pratiche sportive che sollecitano molto la schiena (la pallavolo, ad es.) ed in una lieve deformità in "schiena curva" che va affrontata presto e con attenzione perché può diventare fonte di dolore (e di cattiva estetica) in età adulta. Sono un valido aiuto ginnastica specifica e correzione attenta della postura, entrambe di competenza della fisioterapia.

La scoliosi invece non dipende dalla posizione, è un problema prevalentemente genetico e richiede, come di solito avviene, molta attenzione da parte del pediatra.

fonte: farmarca


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