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il piede diabetico

Pubblicato il 2 Gennaio 2017


Il piede diabetico

Tra le complicanze del diabete un ruolo sempre più rilevante è assunto da quella che va sotto il nome di "piede diabetico"; questa è in assoluto la complicanza che comporta il maggior numero di ricoveri ospedalieri. Il piede diabetico rappresenta una complicanza della malattia diabetica il cui aspetto clinico più rilevante è rappresentato dalle ulcere, motivo per cui il paziente si rivolge al medico. Rientra nella complessa osteoartropatia diabetica le cui complicanze vascolari e neurologiche richiedono un inquadramento diagnostico e una terapia multi-specialistica (diabetologo, chirurgo vascolare, ortopedico, neurologo).

Secondo uno studio multicentrico riportato da Jahss (Patologie del Piede) circa il 30% dei diabetici sviluppa l’artropatia diabetica (Piede di Charcot).

Nel soggetto diabetico si sviluppano alterazioni metaboliche multifattoriali che determinano un deficit della sensibilità termica, tattile e dolorifica che possono determinare ripetuti traumatismi sia scheletrici sia delle parti molli senza che il diabetico se ne renda conto. Un ruolo importante è costituito dalla microangiopatia diabetica (a livello oculare causa la retinopatia) che determina una diminuita (fino allo scomparsa) irrorazione delle estremità.

prevenzione

La prevenzione è fondamentale e si articola su due fronti:

  • il primo di carattere generale volto al costante controllo della malattia di base (diabete) mediante presidi farmacologici e adeguato stile di vita (alimentazione -esercizio fisico);
  • il secondo di carattere locale partendo da elementari norme di igiene come un pediluvio quotidiano (evitando acqua eccessivamente calda).

Il paziente deve ispezionare i suoi piedi e ricorrere al medico per tutto ciò che è anormale:

  • tagli o schiacciamenti locali;
  • unghie incarnite infette;
  • calli ulcerati;
  • dolore locale.

Importante è un’accurata scelta del tipo di calzatura.

La prescrizione di una determinata calzatura non deve essere intesa come una cura primaria ma come una tecnica di trattamento a lungo termine per mantenere il piede in corretto equilibrio.

È necessario che uno specialista del settore (tecnico ortopedico), previo uno studio baropodometrico, costruisca un plantare su misura in grado di garantire al piede un corretto assetto statico e dinamico.

terapia

La terapia, come la prevenzione, si articola su due fronti:

  • uno generale di competenza del diabetologo;
  • l’altro locale di competenza del chirurgo ortopedico volto alla pulizia chirurgica delle aree ulcerate, rimuovendo tutte le possibile fonti di infezione costituite dai tessuti necrotici, per evitare ulteriori complicanze.

fonte: farmarca


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