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alimentazione nell'infanzia

Pubblicato il 7 Gennaio 2020


Alimentazione del bambino

Le preferenze alimentari e l’abitudine ad un regolare esercizio fisico si consolidano nei primi anni di vita; ecco perché curare l’alimentazione nell’infanzia è fondamentale per evitare che il sovrappeso porti con sé problemi alla salute fisica e psicologica del bambino. Senza dubbio all’origine del fenomeno dell’obesità vi è una predisposizione genetica, alla quale pero‘ si aggiunge l’influenza di cattive abitudini alimentari trasmesse dai genitori e dalla società, che spinge i bambini a preferire cibi ricchi di grassi e con elevata densità calorica.

Per questo motivo diventa estremamente importante monitorare, ed eventualmente correggere, le abitudini alimentari dei propri figli. Come prima cosa dobbiamo noi genitori fermarci a riflettere sul nostro comportamento a tavola e col cibo: i bambini non fanno altro che imitarci.

Innanzitutto, eliminiamo tutti quei prodotti cosidetti spazzatura, pieni di conservanti e grassi; quando si fa la spesa è bene acquistare alimenti il più possibile naturali, non confezionati.

Alla base di una sana alimentazione vi sono, per cominciare, frutta e verdura, quasi sempre poco amate dai più piccoli, ma importanti per l’elevato apporto di nutrienti fondamentali.

Questo non deve però deviare dal consumo di alimenti di origine animale quali carne, pesce e formaggi, come per la dieta vegana, importante fonte di nutrienti essenziali per una normale crescita del bambino.

Se il bambino manifesta uno scarso appetito, una volta escluse cause patologiche, non bisogna sforzarlo a mangiare più del dovuto, perché si andrebbe ad alterare il senso di sazietà ed una volta cresciuto potrebbe mantenere l’abitudine a mangiare più del necessario; l’importante è il consumo dei tre pasti principali.

La colazione del mattino, spesso sottovalutata, è lo stimolo per affrontare bene la giornata; dopo circa 8-10 ore di digiuno, l’organismo deve ripartire e per farlo un ruolo importante lo gioca il tempo. Buona regola è quella di alzarsi dieci minuti prima, sedersi a tavola e consumare un primo pasto ricco di nutrienti ma facilmente digeribile come:

  • latte o yogurt;
  • cereali o pane di grano duro o integrale;
  • marmellata;
  • un frutto.

Sono da evitare merendine e biscotti industriali, perché spesso troppo ricchi di grassi, mentre vanno bene i dolci semplici preparati in casa.

Se il bambino appena sveglio non ha molto appetito, “anoressia da risveglio”, può essere utile organizzare la colazione subito prima di uscire.

Lo spuntino di metà mattina dovrebbe essere costituito da un frutto o da semplice pane; da non dimenticare l’assunzione di acqua nell’intero arco della giornata per evitare fenomeni di disidratazione.

Il pranzo è il pasto più importante di tutta la giornata e dovrebbe contenere:

  • carboidrati;
  • verdure e proteine;

per i bambini più piccoli si può pensare ad un piatto unico che li contenga tutti, così da non costringerli fermi a tavola per un lungo tempo.

La merenda pomeridiana è il momento in cui i bambini scatenano la loro golosità, ed i genitori spesso cedono permettendo merendine confezionate o panini vari che appesantiscono e sfavoriscono il consumo di un buon pasto serale; l’ideale può essere:

  • uno yogurt;
  • della macedonia con un po’ di panna fresca;
  • un dolce fatto in casa;
  • un centrifugato.

La cena è il secondo pasto importante della giornata e, normalmente, quello che riunisce tutta la famiglia; buona abitudine è quella di non preparare pasti differenziati e di coinvolgere i più piccoli nella preparazione dei piatti, così da stimolare in loro la curiosità e la voglia di consumarli.

Le pietanze devono essere equilibrate e nutrienti, ma facilmente digeribili per non compromettere il riposo notturno. Al termine di un pasto normale deve esserci la frutta; in occasioni speciali, non di abitudine, si può concedere un dolce o un budino, che non vanno considerati un fine pasto.

Mai sottovalutare i bambini e mai porre loro dei tabù alimentari: ciò che viene severamente vietato diventa oggetto del desiderio.

Bisogna spiegare loro le motivazioni delle scelte alimentari concedendo ogni tanto qualche sfizio, tipo l’uscita settimanale in pizzeria.

Infine, un’idea per i più piccoli è quella di una gita in campagna per far loro vedere dove e come nascono frutta e verdura, come vengono allevati gli animali, tutto ciò che si produce con il latte, la spremitura delle olive per fare l’olio, la vendemmia... parola chiave è coinvolgere per far apprezzare. 

fonte: farmarca


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