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associazione tra alimenti

Pubblicato il 5 Gennaio 2019


Associazione degli alimenti nella dieta

Gli alimenti da privilegiare sono quelli di origine vegetale, come i cereali integrali, legumi, ortaggi e frutta, che contengono amido, fibra, vitamine, minerali e altre sostanze preziose per la salute. Numerosi studi hanno, però, dimostrato che esistono poche informazioni chiare, anzi a volte discordanti tra loro, inerenti la pianificazione dei pasti. Una dieta equilibrata si basa sull’assunzione varia e bilanciata di tutti gli alimenti e sulla loro suddivisione nell’arco della giornata in almeno tre pasti principali:

  • colazione;
  • pranzo;
  • cena;

e due spuntini. Queste indicazioni valgono sia per la dieta Mediterranea, sia per la dieta Vegetariana mista, sia per la dieta Vegana.

Ci sono delle associazioni tra questi alimenti consigliate ed altre da evitare. Le teorie sono tante, anche molto diverse tra loro. Sicuramente, se si vuole raggiungere ed ancor più mantenere il peso forma, evitando lo sgradevole effetto yo-yo (fluttuazioni ponderali, rischiose per l’apparato cardiovascolare) stando in salute, è consigliabile fare attenzione in particolare ad alcune associazioni che recenti studi hanno portato alla ribalta nel mondo scientifico.

Cerchiamo di introdurre, per esempio, sia a pranzo che a cena, carboidrati e proteine, ovviamente diminuendone le dosi a cena. Si è potuto constatare, infatti, che questa associazione facilita l’abbassamento del carico glicemico (parametro che stabilisce l’impatto sulla glicemia di un pasto glucidico). Ecco quindi che è meglio mangiare un piatto di pastasciutta con del ragù, oppure pasta assieme a della carne o del pesce, piuttosto che mangiare una pasta da sola: via libera, quindi, sia ad un primo ed un secondo nello stesso pasto.

Ciò fa sì che il pancreas non sia sottoposto ad un enorme lavoro che altrimenti lo potrebbe portare ad un suo esaurimento funzionale, con il rischio di insulino-resistenza e quindi di diabete di tipo 2. I picchi di insulina determinano anche sgradevoli e frequenti sbalzi di umore. Il carico glicemico si abbassa anche se iniziamo il pranzo e la cena con grandi quantità di verdura.

Queste associazioni, di carboidrati e proteine, andrebbero rispettate anche nel pasto principale della giornata, il più importante, che è la prima colazione. Bene quindi mangiare del pane biscottato con un velo di marmellata, uno yogurt, meglio se di soia e dei semi oleosi. Al posto dello yogurt si può introdurre un altro tipo di proteine, come quelle contenute nella bresaola oppure nelle crepes.

A pranzo e a cena, nello stesso pasto, evitiamo, invece, di mescolare proteine diverse tra loro come per esempio carne ed uovo, carne e latte o derivati (la caseina del latte tende ad inglobare le proteine della carne rendendola indigeribile e dando luogo a fenomeni putrefattivi), pesce e latticini, oppure pesce e carne. Queste associazioni rallentano e rendono più difficile la digestione.

Ciò vale anche per le associazioni negative di carboidrati diversi tra loro come per esempio la pasta, o il riso od altri tipi di cereali con le patate: questa associazione non presenta incompatibilità, tuttavia può indurre ad un eccessivo consumo di amidi e quindi ad un aumento del carico glicemico. Erroneamente consideriamo le patate delle verdure, in realtà esse andrebbero considerate al pari di un piatto di pasta. Vale anche quando mangiamo oltre ad un primo (pasta, riso, altri cereali) anche il pane o i grissini o la polenta.

A metà mattina e a metà pomeriggio si può mangiare un frutto: sempre lontano dai pasti principali, per evitare fastidiose fermentazioni e gonfiori e quindi difficoltà digestive. E’ consigliabile un solo frutto per non introdurre troppi zuccheri ed evitare di mescolare frutta acida come arance, pompelmi con quella dolce come per esempio fichi, come generalmente accade per la macedonia.

Dannosa per la salute è l’assunzione dell’amato cappuccino o del caffè corretto con il latte: i tannini contenuti nel caffè si legano alle proteine del latte , come per esempio la caseina, che inattivano degli enzimi (proteasi, lipasi ed amilasi) fondamentali per la nostra digestione.

Non dimentichiamoci di usare spezie ed erbe aromatiche, così possiamo esaltare il gusto alle pietanze, diminuendo la quantità di sale eccessiva che generalmente usiamo, arricchendo i cibi di fitonutrienti fondamentali per la nostra salute.

Cerchiamo di bere acqua lontano dai pasti, in questo modo gli enzimi digestivi sono più concentrati e più attivi nel digerire i cibi. Sconsigliate anche tutte le bevande gassate, che gonfiano lo stomaco e determinano una aumentata produzione di acidi, accompagnata da un abbassamento del pH e quindi da accumulo di tossine.

Si noterà che seguendo questi semplici accorgimenti, i disturbi digestivi , quali acidità di stomaco, bruciori, rigurgiti acidi, scompariranno immediatamente. Le digestioni difficili, prolungate e pesanti diventeranno presto un ricordo. Il meteorismo e la flatulenza si attenuano o scompaiono, così anche la stitichezza. Il nostro organismo ci ringrazierà.