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il cibo come nutrimento

Pubblicato il 20 Gennaio 2019


Cibo e nutrimento

La scienza dell’alimentazione comprende lo studio del cibo dal punto di vista della composizione degli alimenti, dei principi attivi che sono in grado di nutrire il nostro organismo e che quindi sono la nostra vita. I nutrienti apportati dai cibi si dividono in glucidi (zuccheri), proteine e lipidi (grassi). Le proteine e grassi costituiscono la struttura corporea, muscoli tessuto adiposo, sangue, organi interni; gli zuccheri e i grassi forniscono energia all’organismo.

Gli alimenti forniscono inoltre vitamine, sali minerali, fibre ed acqua che intervengono sia nelle reazioni metaboliche di proteine, grassi e zuccheri sia in altre funzioni fondamentali per il benessere dell’organismo. Se mangiassimo ciò che la natura ci offre stagionalmente, avremmo tutti i nutrienti necessari per affrontare il freddo, il caldo, la fatica del lavoro e della vita quotidiana. In realtà la nostra alimentazione è molto più influenzata dalle mode, dai ritmi di vita frenetici; per cui il più delle volte mangiamo in fretta, troppo o troppo poco, ci nutriamo di cibi “vuoti” di nutrienti, o eliminiamo completamente dalla nostra dieta un principio nutritivo (solitamente i carboidrati).

La conseguenza di un simile regime dietetico può indurre malesseri diffusi che spesso non vengono collegati al cibo, a perdita patologica di peso o più frequentemente ad aumento di peso, allo sviluppo di malattie metaboliche quali obesità, diabete, ipertensione e alcuni tipi di tumore.

Il comportamento alimentare, uno dei fattori ambientali che influiscono sullo stile di vita, può essere modificato attraverso la razionalizzazione dei consumi con una dieta adeguata. Essa consiste nel giusto utilizzo (qualitativo e quantitativo) degli alimenti, tale da soddisfare i bisogni di energia e di nutrienti, rispettando le combinazioni e le proporzioni in modo da prevenire stati di carenza o di eccesso ed assicurare lo stato di salute corretto.

Dobbiamo riprenderci il vero significato del cibo inteso come nutrimento ma anche come salute e piacere.

Il termine dieta non va più inteso come restrizione o rinuncia ma come regime alimentare corretto ed equilibrato. In tal modo curiamo il nostro benessere senza rinunciare alle cene con gli amici. L’alimentazione quotidiana deve essere personalizzata seguendo regole precise a seconda delle necessità individuali; non esiste un regime dietetico uguale per tutti. Il programma alimentare per la donna in menopausa non sarà uguale a quello dell’adolescente con qualche chilo di troppo o a quello di uno sportivo. Le regole per costruire un programma alimentare dovrebbero basarsi principalmente sul Ritmo Circadiano (RC) della nutrizione. RC, (dal latino circa diem, intorno al giorno), è un ritmo biologico giornaliero (24 ore) che dipende da un orologio interno sincronizzato con il ciclo naturale giorno/ notte mediante stimoli esterni quali la luce solare o la temperatura ambientale.

L’orologio interno è costituito dall’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene, ghiandole endocrine che secernono nel sangue i loro ormoni in risposta agli stimoli ambientali. Quindi, nell’arco della giornata, l’organismo si comporta in modo diverso in base all’aumento o diminuzione di determinati ormoni. Al mattino (7.30) cessa la produzione di melatonina e quindi ci svegliamo; L’Ipofisi produce ACTH che stimola le surrenali a produrre il Cortisolo, il pancreas produce Insulina e si ha il picco massimo di Testosterone.

Quindi al mattino siamo in una condizione di massima attenzione (Cortisolo), massima forza (Testosterone) e di bisogno di energia (Insulina). L’ipoglicemia del mattino fa si che il Cortisolo predisponga il nostro organismo ad utilizzare i grassi di riserva a scopo energetico; per questo è consigliato fare attività fisica a digiuno se si desidera dimagrire. Ma il Cortisolo possiede anche un’attività catabolica che tende ad utilizzare gli amminoacidi dei muscoli per produrre glucosio, quindi, se il livello dell’ormone rimane alto consumiamo i muscoli per avere energia (cannibalizzazione).

Per diminuirne i livelli, al mattino è consigliabile fare sempre colazione, assumendo carboidrati a medio e alto indice glicemico. Fette biscottate con marmellata si devono preferire al classico caffè al volo. L’insulina trasferisce gli zuccheri dal sangue agli organi e ai muscoli e il suo livello diminuisce insieme alla sensazione di fame. Poiché durante la giornata ci muoviamo, lavoriamo, facciamo attività fisica, riusciamo a smaltire le calorie assunte al mattino.

Uno spuntino alle 10-11 del mattino ci permette di arrivare all’ora di pranzo meno affamati. Alle 13-14 l’orologio biologico determina l’aumento degli enzimi digestivi e del picco di insulina; quindi possiamo mangiare un piatto di pasta o altri carboidrati sempre accompagnati da carne o pesce e molta verdura. A metà pomeriggio è consentito un frutto di stagione e alla sera, a rotazione, si può scegliere tra carne bianca, carne rossa, pesce o uova accompagnate da verdure in abbondanza. I carboidrati sono vietati in quanto alzano i livelli di insulina che trasformano il glucosio in grassi di deposito facendoci ingrassare. Non è molto difficile stare bene mangiando, basta solo ascoltare i segnali che ci invia il nostro corpo e rispettare semplici regole alimentari.   

fonte: farmarca


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