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obesità

Pubblicato il 9 Ottobre 2019


L'obesita aumenta il rischio di insorgenza di numerose malattie

Nei confronti internazionali, specialmente con gli altri Paesi europei e gli Stati Uniti, l'Italia molto spesso non brilla per eccellenza, ma questa volta inve­ce si: obesi nel nostro Paese sono "soltanto" 9 adulti ogni 100 abitanti di 15 anni e più. Meglio di noi soltan­to la Svizzera e la Norvegia (8%). Peggio di tutti stanno gli Stati Uniti: 30 adulti ogni 100 sono obesi, nel Regno Unito 23, in Finlandia 14 e così via. La situa­zione non è ancora allarmante, ma preoccu­pante sì, perché l'obesità in Italia è in au­mento: nel 2005 gli adulti obesi erano 4 mi­lioni e 700 mila, cinque anni prima erano cir­ca 430.000 in meno. Aumentano gli obesi soprattutto fra i maschi, in particolare fra i giovani adulti di 25-44 anni e fra gli anziani.

le possibili conseguenze dell'obesità

Tutti ormai riconoscono che l'obesità comporta un au­mento considerevole del rischio di insorgenza di nu­merose malattie; ma ciò nonostante, come accade per il fumo di sigarette, non sono molti quelli che si impe­gnano seriamente a perdere i chili di troppo, anche se, specialmente le donne, la bilancia la consultano spes­so, quasi la metà degli obesi almeno una volta al me­se. Pesarsi tuttavia non basta, occorre aggredire l'obe­sità alla radice.

Oltre alle possibili conseguenze dell'obesità riportate nella tabella 1 è opportuno sottolineare anche il fatto che l'eccesso di peso può essere fonte di aggravamen­to di alcuni problemi ortopedici frequenti soprattutto negli anziani e tali da limitarne la mobilità, piedi piatti, osteoartriti delle ginocchia, delle anche, della colonna lombare. Inoltre, l'accumulazione di grasso a livello del torace e in sede addominale comporta un appesanti­mento del lavoro respiratorio, una non uniforme distri­buzione della ventilazione polmonare che può causare una ritenzione dell'anidride carbonica e, alla fine, un aumento della predisposizione alle malattie respiratorie.

tabella 1 - Possibili conseguenze dell'obesità
sistema cardiovascolare
  • malattie delle coronarie
  • ipertensione
  • ictus
  • stasi venosa (gonfiore agli arti inferiori, varici, emorroidi, trombosi venosa profonda agli arti inferiori)
sistema epatobiliare
  • calcoli ed infiammazione della cistifellea
  • aumento del grasso del fegato
metabolismo
  • diabete mellito tipo 2
  • aumento dell'acido urico nel sangue, dei trigliceridi e del colesterolo
cute smagliature intertrigine
sistema muscoloscheletrico
  • artrosi delle ginocchia
  • speroni ossei del tallone
  • artrosi della colonna vertebrale
  • aggravamento dei vizi di postura già presenti
tumori incremento del rischio di carcinoma dell'endometrio, della mammella, del collo dell'utero, dell'ovaio, della colecisti e delle vie biliari
apparato riproduttivo e funzioni sessuali
  • aunento rischio ostetrico
  • irregolarità mestruali
  • riduzione della fertilità
attività psicosociali
  • alterazione dell'immagine di sè e sentimento inferiorità
  • isolamento sociale
  • discriminazione sociale
  • suscettibilità e psiconevrosi

cause e misure dell'obesità

La più diffusa causa di sovrappeso e di obesità è l'ec­cessivo introito alimentare, ma anche lo squilibrio fra di­spendio di energia e assunzione di alimenti. Accanto alle cause dietetiche e al bilancio energetico negativo, una causa importante di accrescimento ponderale è rappre­sentata dall'inattività fisica, in quanto questa induce un declino della massa corporea magra (la muscolatura) so­stituita da tessuto adiposo.

La massa corporea magra è quella che maggiormente consuma energie anche a ri­poso. Di qui la ragione per cui è razionale incentivare il metabolismo basale ricorrendo al mezzo più semplice e nello stesso tempo più efficace per potenziare la massa corporea magra: l'attività fisica, naturalmente accompa­gnata a una dieta adeguata per conseguire significative e stabili perdite di peso.

Numerose ricerche hanno dimostrato che la pericolosità del grasso in eccesso è maggiore quando l'accumulo si verifica entro la cavità addominale; tale condizione è for­temente associata alla comparsa di malattie cardiova­scolari e metaboliche (diabete ecc.). L'entità del grasso intraddominale può essere valutata semplicemente mi­surando con un metro a nastro la circonferenza del cor­po nello spazio compreso fra la terminazione dello sterno e l'ombelico (alla vita, come si dice). I valori limite per l'effetto morbigeno dell'obesità sono per la circonferenza alla vita: 102 cm per i maschi e 88 cm per le donne.

per dimagrire, non solo dieta

Assodato che l'obesità è un fattore di rischio molto serio per la salute, resta problematico il come combatterla. Innanzitutto è sconsigliato il ricorso a diete drasticamente ipocaloriche perché si corre il rischio di provocare una diminuzione delle masse muscolari che invece vanno mas­simamente preservate. Indubbiamente la dieta è un elemento importante del trattamento, purché sia energetica­mente adeguata e ben bilanciata nei nutrienti. Intrapren­dere un'attività fisica rimane comunque una scelta impre­scindibile. I vantaggi di una corretta associazione fra dieta e attività fisica sono principalmente due.

La sola dieta ipocalorica comporterebbe una diminuzione del tessuto adiposo, ma anche di quello magro, preser­vato e potenziato invece dall'esercizio fisico. La dieta in­duce una riduzione nel consumo di energia di base, mentre l'esercizio fisico lo fa aumentare, migliorando co­sì le possibilità di ridurre il tessuto adiposo in eccesso. Infine, le restrizioni dietetiche hanno spesso un pessimo effetto sull'umore, mentre l'attività fisica lo migliora con­tribuendo a ottimizzare anche la qualità della vita. Inoltre, l'esercizio fisico adeguato e regolare è sicuramente il mezzo più efficace per impedire il recupero del peso cor­poreo dopo che è stato perduto.

In buona sostanza, nell'adozione dell'attività fisica in soggetti in sovrappeso o obesi bisogna tener conto che l'attività fisica da sola può dare una modesta perdita di peso, attorno a 0,5-1 kg al mese. Il modo più efficace per ottenere un duraturo calo ponderale è pertanto la combinazione di una dieta ipocalorica con almeno 30 minuti di attività fisica moderata 5 volte alla settimana. Tuttavia, se lo stile di vita iniziale è molto sedentario e non vi è riduzione dell'apporto calorico, 30 minuti po­trebbero non essere sufficienti ed essere necessari 45-60 minuti di attività moderata.

L'esercizio fisico adeguato e regolare può contribuire a determinare un calo ponderale dal momento che produ­ce un dispendio energetico ed è sicuramente il mezzo più efficace per impedire il recupero del peso corporeo dopo che è stato perduto. Il dispendio energetico aggiun­tivo prodotto dall'attività spiega solo parzialmente i risul­tati e che l'effetto dell'esercizio è anche dovuto ad una maggiore confidenza e maggiore capacità soggettiva di autoregolazione che a sua volta produce un più efficace controllo dietetico e una maggiore aderenza ai program­mi di attività fisica.

fonte:unifarm


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