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colite ulcerosa e malattia di crohn

Pubblicato il 8 Dicembre 2019


malattie infettive dell'intestino

Le malattie infiammatorie intestinali (Inflammatory Bowel Disease - IBD) sono rappresentate principalmente dalla Colite Ulcerosa (CU) e dalla Malattia di Crohn (MC). Le IBD si manifestano con due picchi di età, fra 15 e 30 anni, e tra 60 e 80 anni. I parenti di primo grado di un paziente affetto da IBD hanno un rischio di malattia del 10%, che sale al 36% qualora entrambi i genitori siano affetti da IBD. Le cause delle IBD non sono ancora note. Si ipotizza che, in soggetti con predisposizione genetica, fattori esogeni, come agenti infettivi o la flora batterica intestinale, e fattori dell’ospite, come la barriera mucosa intestinale, la struttura vascolare o l’attività neuronale, provochino uno stato di alterata funzione immunitaria della mucosa, che viene poi ulteriormente alterata da fattori ambientali.

La Colite Ulcerosa  rimane limitata al retto in circa il 25% dei casi; negli altri progredisce in modo contiguo verso il colon destro. Tutto il colon (pancolite) si verifica in circa il 10% dei pazienti.

I principali sintomi sono:

  • la diarrea;
  • il sanguinamento rettale;
  • il tenesmo (continuo stimolo a scaricare, inefficace o con emissione di piccole quantità di feci);
  • presenza di muco;
  • crampi addominali.

La severità dei sintomi correla con la gravità della malattia. I pazienti con proctite (malattia limitata al retto), di solito osservano sangue fresco o feci miste a sangue rosso. Quando la malattia è estesa oltre il retto, il sangue appare misto alla feci, oppure si può osservare diarrea francamene ematica.

Quando la malattia è severa, si osservano feci liquide, contenenti sangue, pus e materiale fecale; può essere presente severo dolore addominale insieme a febbre, perdita dell’appetito, nausea, vomito, perdita di peso. Remissioni e ricadute sono caratteristiche di queste malattie, con attacchi che possono durare settimane o mesi. Il rischio di carcinoma colon rettale aumenta, nei pazienti con CU, a partire da 8-10 anni di malattia, dello 0.5-1.0% /anno. La sorveglianza con colonscopia e biopsie multiple riduce la mortalità per carcinoma, principalmente perché consente di individuare lesioni allo stadio precoce.

La Malattia di Crohn può coinvolgere ogni sede del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano; si riconoscono due tipi di comportamento: la malattia stenosante e quella fistolizzante. La principale caratteristica della MC è di essere trasmurale, coinvolgente tutti gli strati dell’intestino.

La MC attiva è caratterizzata da infiammazione, formazione di tratti fistolosi che creano fibrosi e restringimento dell’intestino. La parete dell’intestino si ispessisce e diventa rigida e fibrosa, portando a ripetuti episodi di ostruzione intestinale.

La presentazione usuale della ileo-colite è una storia di dolore ricorrente al quadrante inferiore destro dell’addome, con diarrea. A volte la presentazione è simile all’appendicite, con dolore al quadrante inferiore destro dell’addome, massa palpabile, febbre, leucocitosi. Nella digiunoileite si verificano malassorbimento e steatorrea (feci untuose) per perdita della superficie mucosa assorbente.

Il paziente con colite di Crohn presenta

  • febbricola;
  • astenia;
  • diarrea;
  • dolore addominale crampiforme;
  • raramente perdite ematiche con le feci.

Il dolore è provocato dal passaggio di feci attraverso tratti ristretti e infiammati del colon.

La malattia può inoltre fistolizzare verso lo stomaco o il duodeno, provocando vomito fecale, o verso l’intestino tenue, con conseguente malassorbimento o sovraccrescita batterica. Il 10 % delle donne con MC sviluppa un fistola retto-vaginale. La malattia perianale si manifesta con incontinenza, voluminose emorroidi, stenosi, fistole anorettali, ascessi perirettali. Le IBD sono associate a varie manifestazioni extraintestinali.

L’eritema nodoso è costituito da noduli cutanei soffici, arrossati, caldi, di 1-5 cm di diametro, localizzati sulla superficie anteriore degli arti. Il pioderma gangrenoso è caratterizzato da lesioni pustolose che si allargano fino a confluire e quindi ulcerarsi. Il 20% dei pazienti con IBD soffre di artrite periferica; spesso sono colpite le grosse articolazioni degli arti.

La spondilite anchilosante colpisce il 10% dei pazienti con MC e interessa la colonna vertebrale e la pelvi. Fino al 10% dei pazienti con IBD presenta lesioni oculari, come congiuntivite o uveite.

Le ricadute possono verificarsi con stress emotivi, infezioni o altre malattie acute, gravidanza, irregolarità dietetiche, uso di purganti o antibiotici o sospensione di antinfiammatori o cortisonici.

terapia

La terapia per le forme di IBD lievi o moderate si basa sulla mesalazina ed altri composti derivati dall’acido 5-aminosalicilico. Gli antibiotici metronidazolo e ciprofloxacina sono usati nelle IBD, in particolare nei pazienti con MC, principalmente in presenza di patologia perianale, fistole o masse addominali.

Forme più severe richiedono il ricorso a terapia cortisonica, in forma orale o parenterale. Gli steroidi sono efficaci nel trattamento delle forme moderate severe, ma non possono essere utilizzati per terapie prolungate, a causa degli effetti collaterali.

Nelle forme steroido-dipendenti si ricorre alla terapia immunosoppressiva, utilizzando l’azatioprina e la 6-mercaptopurina. Nelle IBD si ricorre alla chirurgia principalmente per complicanze della malattia (stenosi, fistole, sanguinamenti) o comparsa di lesioni precancerose.

Il fumo è legato ad un aumento del numero e della severità degli attacchi nella MC. Sebbene la dieta abbia nulla o scarsa rilevanza sulla attività della CU, tuttavia ne influenza i sintomi.

Una dieta a basso contenuto di fibre può ridurre i movimenti intestinali. Nella MC una dieta liquida riduce l’infiammazione. Una attività fisica moderata-vigorosa migliora i sintomi e la qualità di vita, compresi la sensazione di energia, sonno, stato fisico ed emozionale

fonte: farmarca


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