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la tiroide

Pubblicato il 8 Dicembre 2019


la tiroide

I disordini a carico della ghiandola tiroide e della sua funzione endocrina sono alquanto comuni. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si tratta di situazioni correggibili con un adeguato trattamento una volta che la loro natura sia stata identificata. Negli ultimi 30 anni la Tiroide è stata oggetto di studi approfonditi che hanno portato ad un miglioramento notevole della diagnosi e della terapia delle malattie a cui può essere soggetta.

le più frequenti

Il Gozzo è un ingrandimento della tiroide che può essere uniforme (diffuso come è chiamato) oppure formato da un singolo (gozzo uninodulare) o da molti e variabili nodi (gozzo multinodulare), che deformano la struttura della ghiandola.

La frequenza delle lesioni nodulari ecograficamente riscontrata è del 50% o anche di più nelle donne di età superiore a 60 anni; la maggior parte dei noduli sono benigni, ma nelle casistiche il 5% risultano cancri.

I noduli si formano soprattutto nelle aree carenti di Iodio, per cui si raccomanda di aggiungere alla dieta il sale iodato fin dall’infanzia per prevenire la formazione di noduli. Davanti a uno o più noduli è della più grande importanza conoscerne la natura, ossia se sono benigni o maligni. I tumori tiroidei, infatti, sono per la maggior parte guaribili.

La maggior sensibilità medica e soprattutto l’introduzione dell’ecografia hanno aumentato la scoperta occasionale dei noduli.

L’ecografia è oggi l’esame d’immagine più importante che un medico ha a disposizione per le malattie tiroidee. Lo studio delle patologia nodulare tiroidea comporta frequentemente l’esecuzione dell’ago-aspirato del nodulo. Questa diagnostica semplice ed esente da rischi consiste nel pungere con un ago molto sottile, spesso sotto guida ecografia, il nodo ritenuto sospetto ed aspirarne il contenuto con una siringa, che è poi strisciato su un vetrino e inviato all’analisi citologica.

Questa metodica consente, con un campione adeguato, una diagnosi accurata della patologia nodulare della tiroide. Il dosaggio del TSH e la ricerca degli anticorpi contro la tiroide completano, a descrizione del medico, la diagnosi di una patologia nodulare. IL TSH non è l’ormone della tiroide, ma dell’ipofisi, la ghiandola situata alla base del cervello che regola tutto il sistema ghiandolare.

Qualsiasi variazione degli ormoni prodotti dalla tiroide si ripercuote sul TSH, rendendone il dosaggio il miglior metodo per studiare anche piccole variazioni della funzionalità della tiroide. Le altre malattie più comuni riguardano i disordini che conducono ad un’alterazione della quantità di ormoni prodotti dalla tiroide.

Ci sono, infatti, delle malattie che provocando un raggrinzimento della ghiandola ne riducono la produzione ormonale con conseguente condizione di ipotiroidismo ed altre , al contrario, che ne esaltano la attività inducendo un’elevata produzione di ormoni, ossia una condizione di ipertiroidismo.

A volte l’ipertiroidismo si associa a malattia oculare con gonfiore e sporgenza degli occhi. La causa più frequente dell’ipotiroidismo è la Tiroide di Hashimoto, dal nome del medico giapponese che la descrisse cento anni fa ed è dovuta alla presenza ad alto titolo di anticorpi diretti contro la tiroide. La condizione di ipotiroidismo può essere spesso subclinica, ossia non evidente agli occhi del medico e si diagnostica con il dosaggio del TSH, che si alza oltre la soglia della normalità, ma non a livelli elevati.

Quando il TSH raggiunge valori elevati si rendono visibili i sintomi della carenza di ormoni tiroidei:

  • stanchezza;
  • dolori muscolari;
  • lentezza;
  • sonnolenza;
  • voce rauca;
  • colorito giallastro della pelle;

questi sintomi sono l’esatto contrario dell’ipertiroidismo che comporta agitazione, nervosismo, dimagramento, battito cardiaco accelerato.

Anche in questa condizione l’esame più importante è il dosaggio del TSH. Se questo risulta alterato si procede automaticamente a dosare anche gli ormoni della tiroide.

Talora la ghiandola può infiammarsi acutamente come nella tiroidite di De Quervain  dal nome del medico francese che la descrisse - che si presenta in genere in primavera-autunno ed è causata da un virus.

La malattia si manifesta con forte dolore alla tiroide, che diventa dura, stanchezza, debolezza muscolare e febbre elevata. La malattia ha un decorso favorevole soprattutto se identificata precocemente e trattata adeguatamente.

E’ della massima importanza, di fronte ad una patologia tiroidea di qualsiasi natura, ma soprattutto nodulare, che la persona sia avviata all’endocrinologo, che provvederà alla diagnosi e alla terapia con le più moderne ed informate strategie.  

fonte: farmarca